A Cutrofiano, Santu Lazzaru canta in filodiffusione

Sino a sabato 27, i canti tradizionali di Santu Lazzaru raggiungeranno le abitazioni dei cutrofianesi attraverso la filodiffusione.

La compagnia Melegari presso la Chiesa Greca di Lecce
La compagnia Melegari presso la Chiesa Greca di Lecce

Come la pastorale natalizia, Santu Lazzaru è quella musica che annuncia la buona novella pasquale, il canto di questua che rassicura, perché l’impossibile può diventare possibile, perché Santu Lazzaru è morto ma resusciterà, perché Cristo verrà con i suoi santi e porterà “aiuto e salvazione”.

Non rinuncia all’appuntamento con la tradizione, la comunità di Cutrofiano, che in occasione della 31sima edizione della rassegna dei canti di Santu Lazzaru, la seconda dall’inizio della pandemia, ha organizzato un programma musicale esclusivamente in filodiffusione.

Un colpo alla porta, un uscio che si schiude, parte il violino, che accompagna l’ormai tradizionale saluto, “Buonasera a quista casa”. Il tamburello dà il ritmo, la fisarmonica intona la melodia e riecheggia la cantilena di Santu Lazzaru, la stessa da tempo immemore, tramandata a voce e memoria, che nei giorni precedenti la Domenica delle Palme, tutta la notte fino all’alba, gira di casa in casa ad annunciare la buona novella pasquale.

Sino a sabato 27 marzo, allora, è una scaletta all’insegna della tradizione quella elaborata dall’associazione Sud Ethnic, in collaborazione con il Comune di Cutrofiano, che mescola le nenie classiche di Santu Lazzaru con i Canti Pasquali, eseguiti da ugole ben note nel panorama della musica popolare salentina, dalla compagnia Zimba ai Cantori di Sannicola, da Rocco e Gianni De Santis a Lina Bandello fino agli Arakne Mediterranea.

La musica parte alle 20 e raggiungerà la maggior parte delle abitazioni grazie a postazioni installate su balconi, terrazze e finestre.