A Brindisi, il sipario si apre in carcere

In occasione del Brindisi Performing Arts, il teatro in carcere con la tranche di spettacoli indoor, a partire dal 6 agosto.

Un'immagine dallo spettacolo "Ballades"

Il teatro è la strada per raggiungere soggettività lontane, palcoscenici inaspettati, platee che, quasi a sorpresa, si accomodano dinanzi a un sipario. E il teatro arriva, con la sua caparbietà e la sua forza, anche in carcere, in occasione della seconda edizione di Brindisi Performing Arts, festival di arti performative organizzato dalla AlphaZTL Compagnia d’Arte Dinamica e diretto da Vito Alfarano, che quest’anno si svolge nella città di Brindisi e Mesagne ospitando artisti e compagnie che operano a livello nazionale e internazionale.

Si impegna nel sociale, l’iniziativa, portando il teatro nella Casa Circondariale di Brindisi, con una tranche di sei spettacoli, a partire da venerdì 6 agosto, riservati a 150 detenuti. Si comincia con “Psycodrummers“, progetto artistico creato da 11 percussionisti professionisti di Rovigo che crea performance artistico/musicali/teatrali di forte impatto emotivo e senza l’utilizzo di strumenti convenzionali: bidoni di grandi, piccole e medie dimensioni, derivanti da materiali di scarto, riciclati ed auto-costruito, spaziando dal pop alla samba, dal funky alle ritmiche africane. È un messaggio particolarmente sensibile, invece, quello trasmesso lunedì 9 da Salvatore Striano che, dopo anni di criminalità e detenzione, porta sul palco il suo monologo “Il giovane criminale“, una testimonianza di un cambiamento possibile, grazie alle armi della cultura. Martedì 10, un’altra storia vera, quella di Michele Fazio, l’angelo di Bari Vecchia, ucciso per sbaglio durante una resa dei conti. La sua è una storia raccontata dal dolore infinito della madre, impersonata dall’attrice Sara Bevilacqua di Meridiani Perduti. Mercoledì 11, è il turno della Compagnia Fabula Saltica con “Ballades“, ispirato al “Ballando Ballando” di Ettore Scola, una zona franca dove prendono vita speranze, passioni, delusioni, situazioni tragicomiche e dove gente diversa per età e provenienza sociale riesce a stare insieme sospendendo ogni differenza. Giovedì 12, si chiude con lo spettacolo “Signorina Demodè“, a cura di Valentina Elia, una storia a tratti esilarante e a tratti toccante, raccontata con il corpo e l’espressività, tra poesia e ironia, sogno e realtà, con quel fascino che il cinema muto emana.

Accanto al programma di spettacoli indoor, sono previsti anche laboratori di danza aerea, per disabili e detenuti e numerosi incontri con gli autori e i teatranti.

Programma completo sul sito brindisiperformingarts.com