Tra le due sponde dell’Adriatico, cultura e rigenerazione urbana

Inizia venerdì a Koreja "Lo specchio dell'Adriatico", due giorni di incontri con personalità del campo della cultura, per il progetto Remote, che lega Puglia e Albania.

Ph. Antonio Giannuzzi

Si creano ponti, si gettano ancore, si intrecciano legami, da una sponda all’altra dell’Adriatico, in virtù del progetto internazionale Remote, che unisce Italia e Albania e accoglie a Lecce, presso i Cantieri Koreja, l’evento “Lo specchio dell’Adriatico, incontro tra i protagonisti della scena artistica e culturale di Puglia e Albania”, organizzato per venerdì 11 e sabato 12.

Sei sessioni su cultura, editoria, cinema, musica, architettura, arte con 45 ospiti internazionali provenienti da Italia e Albania. A fare gli onori di casa Salvatore Tramacere direttore del Teatro Koreja. Con lui, tra gli altri, Massimo Bray, assessore alla Cultura della Regione Puglia, Luigi De Luca, direttore del Polo Biblio-museale di Lecce, Eva Degl’Innocenti, direttrice del Museo Archeologico di Taranto, il regista Davide Barletti; Onofrio Cutaia, Direttore Generale Creatività Contemporanea del MIC, e tanti altri.

L’obiettivo è quello di porre l’attenzione sui beni inutilizzati e sul patrimonio dissonante, ovvero l’insieme di luoghi dal valore storico “negativo”, che aspettano di avere una seconda possibilità. REMOTE analizza proprio l’opportunità di esportare alcune buone pratiche di gestione dei siti nell’area del basso Adriatico: la prima parte del progetto, infatti, ha interessato il Campo di Lavoro Forzato di Tepelene in Albania.

La scelta del luogo, qui in Puglia, non è casuale: il teatro Koreja, isola di creatività e immaginazione alla periferia della città, centro pulsante della vita culturale leccese, rappresenta un esempio di patrimonio urbano rigenerato e, a sua volta, rigenerante.

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria. È possibile rivedere l’evento sul Canale YouTube @teatrokoreja. Info: 0832/242000.