Si svela al MArTA il Tesoretto di Specchia

Era il 9 ottobre 1952 quando un gruppo di operai, lavorando nella tenuta “Vigne” in contrada Cardigliano a Specchia, antico territorio messapico, scovò casualmente sotto un cumulo di pietre una piccola anfora di terracotta con 214 monete. È Il tesoretto di Specchia, custodito per quasi 70 anni nei depositi del Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MArTA,  finalmente lascia il buio dell’invisibilità e torna a splendere nelle sale del Museo, fruibile al pubblico. Dopo un intervento di restauro, di studio e ricerca, documentazione fotografica e valorizzazione, viene restituito alla comunità e presentato venerdì 23 alle 18 in diretta Facebook dall’account del MArTA.

Il tesoretto di Specchia è composto da monete coniate dalla zecca di Taranto, sulle quali è impresso su un lato un cavaliere e sull’altro Taras sul delfino, la più antica risale alla fine del IV secolo a. C. le altre sono databili al III secolo a.C: 211 stateri della zecca tarantina, due stateri di Heraclea Lucaniae e un divisionale che presenta tipi e peso apparentemente avvicinabili a quelli delle dracme tarantine. Una testimonianza storica importante che dimostra la grande opposizione ai Romani, a cavallo tra il IV e il III secolo a.C., da parte del popolo tarantino che si affidò allo spartano Cleonimo (303 a.C.) e poi a Pirro, per contrastare l’avanzata di Roma in Magna Grecia.

L’operazione è frutto di una proficua collaborazione tra pubblico privato, un progetto della direttrice del Museo Eva Degl’Innocenti, che propone l’adozione di preziosità “mai viste” dei depositi del MArTA ai mecenati di oggi. Nel caso del tesoretto monetale di Specchia, la sponsorizzazione tecnica è del Lions Club Taranto Poseidon che ha finanziato il restauro. “Restituiamo alla comunità e ai visitatori del MArTA non solo reperti di inestimabile valore, ma anche la storia umana di Tarentini e Messapi – spiega Eva Degl’Innocenti – ed è inevitabile, grazie a questo patrimonio numismatico, ripensare al proprietario del tesoretto, forse costretto a fuggire, e intento ad occultare vicino ad un uliveto, quello che probabilmente avrebbe voluto recuperare una volta scampato il pericolo. Una storia resa ancora più identitaria dal motivo di Taras raffigurato a cavallo del delfino riportato proprio sulle monete emesse dalla zecca tarentina.”

Alla presentazione, in diretta online, del Tesoretto di Specchia, dell’allestimento e del catalogo, partecipano la direttrice del MArTA Eva Degl’Innocenti, i funzionari del museo e gli studiosi che hanno lavorato al progetto, e la presidente del Lions Club Taranto Poseidon, Maria Rosaria Basile.