Sea Turtle Watcher: al servizio delle tartarughe

Prima proiezione giovedì 5 agosto per il documentario sul monitoraggio dei nidi di Caretta Caretta sul lungomare di Torre San Giovanni.

Sono le quattro del mattino, l’ora di alzarsi e scendere in spiaggia. Inizia così la giornata di un Sea Turtle Watcher e anche il documentario omonimo, di Andrea Fiorito e Chiara Santantonio, prodotto da Zima Film, sull’esperienza da “guardiani di tartarughe” la scorsa estate a Torre San Giovanni, proiettato per la prima volta giovedì 5 agosto presso il Museo di Storia Naturale del Salento a Calimera.

L’idea è stata quella di raccontare il quotidiano che abbiamo vissuto, le sveglie all’alba, le notti in spiaggia, per monitorare i nidi e le schiuse, quasi tutte le immagini sono state riprese con un telefono”, spiega Andrea, al risveglio in tenda o durante la costruzione del recinto. “Immagini autentiche”, conferma Chiara, soprattutto quando hanno ripreso eventi davvero straordinari, come “un’esplosione di tartarughe”, dice Andrea, “di solito se ne schiudono poche alla volta, invece quella notte ne sono uscite quaranta tutte insieme, è stato bellissimo”.

Un’esperienza unica anche per il Museo di Calimera, che non aveva mai avuto il supporto di una vera e propria équipe di volontari. “In soli 3 chilometri di costa sono stati rinvenuti dieci nidi”, informa Piero Carlino, direttore del Centro Recupero Tartarughe Marine di Calimera, ormai un punto di riferimento importante sul territorio regionale e non solo, un dato fondamentale che consente anche di iniziare un lavoro di censimento e divulgazione. I Sea Turtle Watcher non intervengono nel corso naturale del ciclo di vita delle tartarughe, ma si limitano a contenere l’impatto antropico sull’ambiente.

“In spiaggia, eravamo letteralmente presi d’assalto dalle domande, soprattutto dei bambini”, spiega Andrea. “Abbiamo ricevuto il supporto di tutti”, continua, “delle strutture e dei lidi dove sono stati recintati i nidi, felicissimi di ospitare le tartarughe, delle signore che la mattina presto venivano a chiedere notizie, si è costruita una vera e propria comunità”.

Ho realizzato un piccolo sogno, quello di assistere alla schiusa”, racconta Chiara, “e familiarizzare con una specie marina che appartiene all’archeologia degli ecosistemi naturali, ho costruito un nuovo rapporto con la costa che, nel Salento, spesso è solo sinonimo di lido, vacanza, discoteca e invece è una componente strutturale dell’ambiente”. La chiamata ai… sacchi a peli è aperta e per diventare volontari Sea Turtle Watcher basta rivolgersi al Centro Recupero Tartarughe Marine di Calimera.

La proiezione è alle 20.30 nello spazio all’aperto del museo. Si accede gratuitamente con prenotazione obbligatoria via WhatsApp al numero 379/1511191. I percorsi museali restano aperti per la serata e visitabili a pagamento (10 euro).