San Giuseppe proteggi. A Vignacastrisi l’edicola rediviva

L'edicola votiva realizzata da Antonio Chiarello

Ce n’era una lì tanto tempo fa, si dice almeno fino agli anni Settanta, poi scomparve, forse divelta o trafugata o, semplicemente, eliminata. E rieccola oggi, quella piccola edicola votiva poco fuori dall’abitato di Vignacastrisi, frazione di Ortelle, sulla strada di campagna, oggi riconosciuta all’interno della Via Francigena, che da sempre conduce a Santa Cesarea Terme e a Porto Miggiano e, un tempo, portava anche alla masseria Capriglia, quella in cui Giorgio Cretì ambientò il suo romanzo “Poppiti”.

L’edicola è “rinata” grazie alla volontà del signor Salvatore Fersini, proprietario del vicino agriturismo Montenachiro che, dopo aver acquistato il terreno e piantato una vigna, ha seguito la scia dei racconti del paese che dicevano di un’edicola dedicata a San Giuseppe proprio in quel punto. A testimoniarne la presenza restava solo la base, da qui la volontà di ricostruirla, di restituire al santo quella discreta presenza nel cuore della campagna.

E come se tutto fosse “a portata di mano”, Ortelle è anche il paese del “pittore pittasanti” Antonio Chiarello, artista da sempre sensibile alla devozione popolare che ha saputo declinare in opere delicate e poetiche: sua anche l’edicola votiva dell’Annunciazione, sempre a Vignacastrisi in via Umberto I, e quella a Ortelle dedicata a San Giorgio sulla via per Spongano.

L’edicola dell’Annunciazione in via Umberto I a Vignacastrisi

A lui il compito di riportare San Giuseppe al suo posto: “Dopo diversi studi condotti durante il primo lockdown”, racconta, “ho pensato di ispirarmi a una delle immagini del santo che mi ha sempre affascinato: la pala di altare in mosaico, nella cappella delle reliquie in Vaticano”. San Giuseppe è rappresentato nella sua posa più materna, dolce e forte al tempo stesso, tiene in braccio il figlio. “È bella perché non sembra ascendere ma andare incontro a chi guarda”, dice Chiarello. Il santo è dipinto su un supporto di legno, le cui venature sembrano richiamare la sua umanissima professione di falegname.

L’edicola di San Giorgio sulla strada per Spongano a Ortelle

Ai tempi in cui le edicole votive, o “cuneddhe”, segnavano il passo e i punti cardinali di una fede semplice, nessuno, passandoci davanti, poteva esimersi dal segnarsi con la croce. Un gesto di devozione che si accompagnava anche a mani devote e sconosciute che accendevano lumini e ponevano fiori freschi. Una cura condivisa, un piccolo conforto da perpetuare e donare a chi percorreva quella strada.

L’“edicola rinata” di Vignacastrisi è accostata al muro a secco che cinge il vigneto. Ha la semplicità dello stile rurale salentino, del tempo in cui queste immagini sacre sembravano incastonarsi perfettamente con il paesaggio, e a fargli ombra, infatti, è un bell’albero di leccio. A ricordare, invece, che siamo nel XXI secolo e da qui non passano più i “traini”, è il piccolo pannello solare installato sul palo vicino, che la illumina costantemente e con gentilezza. Il dipinto è protetto da una piccola anta di vetro attraverso la quale si legge: “S. Joseph” e, sotto, “A devozione Famiglia Fersini”, proprio come ad affidare a lui gli affetti più cari, la campagna e tutti quelli che da qui passeranno.