Skin ADV

GOOGLE ADV

Sulla pelle viva/L'inferno nei campi d'angurie

di VALERIA NICOLETTI

E' l'atto d'accusa che ha preceduto il blitz. Come un ideale prologo dei recenti fatti di cronaca, "Sulla pelle viva" raccoglie le testimonianze e le memorie di chi ha assistito e preso parte alla protesta esplosa lo scorso luglio presso il campo di accoglienza della Masseria Boncuri a Nardò, ricostruendo la genesi dello sciopero indipendente di braccianti immigrati più importante e duraturo in Italia, che per la prima volta hanno detto no allo sfruttamento, portando a galla un universo conosciuto da tutti, ma sulla bocca di nessuno.

La notte tra il 22 e il 23 maggio scorso, a scrivere un capitolo importante della storia della Masseria Boncuri, sono stati i carabinieri del Ros di Lecce, che hanno arrestato 16 persone, protagoniste di una tratta criminale transnazionale che, dalla Tunisia, importa braccianti prima in agro pachinese e poi nei campi neretini, per una stagione di lavoro infernale, piegati su angurie e pomodori sotto il sole cocente, con turni massacranti e condizioni igieniche a dir poco precarie. L'ultimo atto, almeno per ora, di quella lotta che ha preso il via il 30 luglio 2011, facendo della Puglia, come scrive nel libro l'operatore sociale Gianluca Nigro, "un laboratorio per tutti i lavoratori migranti".

Il volume fa un passo indietro e racconta l'inizio della protesta, interpellando testimoni d'eccezione, come i sociologi Mimmo Perrotta e Devi Sacchetto, autori della prima sezione del libro, e protagonisti dello sciopero come Yvan Sagnet, giovane camerunense, iscritto al Politecnico di Torino e finito a Nardò per pagarsi gli studi, che, il 2 agosto, ha preso la parola diventando il leader del movimento e invitando all'acquisizione di un pensiero critico che miri non al misero salario quotidiano ma a risultati concreti, come il prezzo fisso del cassone e la stipula di un vero contratto di lavoro, e alla legalità di un inquadramento regolare e duraturo. Una pretesa che non ha colore nè nazionalità, sfuggita alle trappole mediatiche che hanno tentato di ridurla a mero scontro tra immigrati. L'ultima parte del libro è un collage di voci dei volontari delle Brigate di Solidarietà attiva e di Finis Terrae, che rispecchia il mosaico di esistenze che è stata la masseria Boncuri durante lo sciopero, "singole isole fatte di persone che convivono", nucleo di una graduale emancipazione dei braccianti.

Le stesse associazioni di volontariato hanno scelto di farsi da parte e costituire una semplice "cassa di resistenza", una "solidarietà non etica", non l'ennesima forma di assistenzialismo sociale, ma una "costruzione reale di cambiamento tra pari", finalizzata "alla modifica del senso comune e delle modalità di intendere i rapporti sociali".

L'esperienza di Boncuri ha fornito l'occasione per riscrivere il concetto di volontariato e riflettere sulla condizione di migrante in suolo italiano, oggetto di nessuna regolarizzazione. Tuttavia, sembra quasi che sia stato lo status di straniero a permettere a questa protesta di non impantanarsi nell'accettazione passiva, ma di incrementarsi grazie a una positiva fiducia nelle istituzioni, peculiarità affatto italiana.

Il volume termina con un implicito invito a fare della lotta dei braccianti un punto di partenza e ad esportare la campagna "Ingaggiami contro il lavoro nero" in altri territori. Intanto, dopo la retata dei carabinieri, a Boncuri si aspetta la stagione della raccolta con il fiato sospeso, per capire se, come sospetta Gianluca Nigro, l'irregolarità sia "strutturalmente necessaria" all'agricoltura salentina o se è possibile sopravvivere legalmente e restare sul mercato alla luce del sole, nel rispetto dei più essenziali diritti umani.

Sulla pelle viva, Aa. Vv., pp. 166, euro 12, Deriveapprodi 2012.

(giugno 2012)

Torna a inizio pagina
ClioCom © copyright 2013-2019 - Clio S.r.l. Lecce - Tutti i diritti riservati - layout e grafica