quiWeb: i Testi Manifesti di Marco Petrucci

Ad "affiggere" i Testi Manifesti on-line, il brindisino Marco Petrucci, oggi di casa nella capitale. Da Aria Caddhipulina a Pingu, l'intervista.

Il Salento, raccontato dai nuovi media. Con la rubrica quiWeb, pensata esclusivamente per la rivista on-line, vogliamo farvi conoscere quelle realtà “virtuali” che narrano il territorio con un account Instagram, una pagina fb, scritti fruibili solo su schermo, presentandovi personaggi e “cantori” moderni di un territorio che rivela angoli sconosciuti e punti di vista inediti, esplorati attraverso le tecnologie contemporanee.

Come un manifesto, apparso nella notte, senza lasciare traccia alcuna del suo autore. I Testi Manifesti sono spuntati quasi dal nulla, per caso, su internet nel 2013. Ad “affiggerli”, è Marco Petrucci, 34 anni, brindisino da anni residente nella capitale.

I Testi Manifesti nascono dalla necessità sopita di fare grafica bella“, esordisce Marco. “Lavoro come grafico presso un’istituzione: tutti quelli che svolgono un mestiere creativo sanno che, lavorando per i committenti, prima o poi si finisce intrappolati in un’attività ripetitiva, a tratti noiosa”, racconta, “e allora ho cominciato a creare i primi manifesti, sono stati soprattutto uno sfogo psicologico”. All’inizio in forma privata, su file custoditi nel pc, poi l’approdo nella rete, nel 2013, prima con una pagina Tumblr, “nata essenzialmente dal bisogno di archiviare quello che facevo”, poi sui social.

Ma perché il manifesto? Perché è un oggetto grafico nato per essere affisso, presente nel mondo fisico, e che invece, piace tantissimo anche al mondo virtuale. “Avevo bisogno di un punto fermo, di un formato zero che rimanesse sempre uguale e ho scelto allora quello del manifesto”, spiega Petrucci, “in fondo, è la forma che hanno usato gli uomini per comunicare da sempre, sin dai graffiti dei romani”.

Un formato che ha riscosso tanto successo anche sui social, facilmente condivisibile, esploso con il manifesto sui fascisti, che ha letteralmente decuplicato i follower di Testi Manifesti, anche modificando leggermente il suo pubblico. “Molti hanno pensato che mi occupassi principalmente di politica”, racconta, “invece scelgo le frasi per caso, tra citazioni di film, versi di canzoni, soprattutto per il suono, quando le sento per la prima volta è come se le vedessi già nei manifesti. Io la chiamo la visione: quando vedo o sento una frase, me ne accorgo subito di quanto sia testomanifestabile”.

Dalle frasi dei DPCM di Conte alle citazioni di film e ancora i versi di canzoni, ascoltate per caso. Così sono nati forse i più salentini tra i testi di Petrucci, il primo dalla celebre “Quistione Meridionale” del Canzoniere Grecanico Salentino e l’altro da “Aria Caddhipulina”, con un malcelato riferimento alla situazione del prossimo autunno, dopo le riaperture dell’estate appena trascorsa. Fino agli Americani di Bari: “è una frase presa da un doppiaggio del cartone animato Pingu trovato su YouTube, non vuol dire nulla ma appena l’ho sentita ho voluto farne un manifesto”.

Il manifesto di Antonino è una sorta di private joke, una battuta comprensibile solo ai ragazzi della mia generazione che hanno vissuto a Brindisi all’inizio degli anni Duemila”, racconta. Tutto inizia di recente con la notizia dell’arrivo del Giro d’Italia a Brindisi: “sui social si è scatenato il solito dibattito, sui troppi soldi spesi per far passare il giro ma sospetto che se i ciclisti fossero passati un po’ più in là si sarebbero lamentati lo stesso”. Da qui, la scelta di tradurre in manifesto una frase cult di quando, a capo della città, c’era il rimpianto sindaco Antonino che, nonostante le discusse vicende giudiziarie, “almeno ci ha messo le palme sul corso”.

Di recente, Testi Manifesti ha aperto anche il suo shop. “Sin dall’inizio, sono in tanti a chiedere i manifesti, soprattutto privati, ma anche realtà editoriali e riviste indipendenti, quindi ho deciso di aprire un shop, e renderli disponibili”, spiega, “mi piace molto la carta scelta, riciclata al 100%, proveniente da biomasse, un cartoncino simile a quello delle stampe d’arte”. Da quest’anno è disponibile anche il calendario di Testi Manifesti, con un best of dei manifesti pubblicati negli anni.

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