Quando la banda passò

La storia di una delle bande più celebri del Mezzogiorno d'Italia, portata alla ribalta dai fratelli Ernesto e Gennaro Abbate.

Una foto d'epoca della Banda di Squinzano

Le feste patronali, anche quest’estate, saranno sospese. Niente luminarie, niente bancarelle, nessuna processione o musica sulle cassarmoniche. Ma che fine faranno le bande musicali? Come saranno le nostre serate senza il suono inconfondibile di queste orchestre viaggianti? Patrimonio culturale del Sud da oltre due secoli, la Banda è stata capace di portare la grande musica del patrimonio lirico e classico e un repertorio di marce e composizioni originali nelle piazze e nelle strade anche dei paesi più piccoli e difficili da raggiungere.

Tra i grandi protagonisti di questa incredibile avventura di musica, cultura e socialità, ci sono i fratelli Ernesto e Gennaro Abbate, direttori dal 1919 al 1954 della Banda di Squinzano, nata nel 1876 e ancora attiva. Una lunga storia raccontata da Giuseppe Gregucci, Angelo Cappello e Pino Lagalle in un libro che propone dettagli, foto, spartiti, curiosità, manifesti, della “più grande evoluzione stilistica e culturale della banda italiana”, come si legge nel sottotitolo.

Ai fratelli Abbate si deve, infatti, “la nascita della Marcia sinfonica, il nuovo stile musicale contrapposto ai ritmi militari che fino ad allora le bande usavano per sfilare“, sottolinea Giuseppe Spedicati, direttore del Conservatorio di Musica “Tito Schipa” di Lecce. Un libro da leggere e studiare nell’attesa di poter godere nuovamente di questo spettacolo unico.

(Pierpaolo Lala) 

Giuseppe Gregucci, Angelo Cappello, Pino Lagalle

“Ernesto & Gennaro Abbate – La storia della Banda di Squinzano”

pp. 208, euro 15, Il Raggio Verde