Parco del Cillarese, il verde che ha rubato il cemento alla città

Benvenuti nel parco urbano più grande di Puglia, luogo d’incontro di uomini e animali che convivono sereni. A Brindisi, l’oasi di protezione faunistica del Cillarese è un vero e proprio paradiso naturale che dà ospitalità ad anatre, cormorani, testuggini e altri animali di terra, aria e acqua.

Parco del Cillarese a Brindisi

Stormi di cormorani neri si alzano in volo al tramonto, dalla vicina costa in cerca di un riparo per la notte, tra le chiome degli eucalipti e quelle delle accoglienti acacie, nei pressi del lago. Uno spettacolo incantevole per gli occhi e per l’anima, in un luogo magico e “a portata di mano”, a Brindisi: il Parco urbano del Cillarese, il più esteso di Puglia, proprio a ridosso del quartiere Casole sul cui cielo transitano altri “volatili metallici”, dal vicino Aeroporto del Salento. Le sue origini si perdono nelle pieghe del tempo, ma è certo che le acque che qui confluiscono, facendosi lago, fiumiciattoli e fontane, sono portate dal canale Capece, che nasce in agro di Mesagne e di cui parlava Plinio il Vecchio già nel 77 d.C. Acque rallentate e delimitate, dal 1980, da una grande diga, realiz-zata per assicurare una riserva idrica all’indotto delle industrie brindisine.

Da allora, lentamente ma radicalmente, l’indole di questo luogo è mutata. “Qui un tempo i contadini della zona avevano organizzato, in maniera del tutto spontanea, tanti piccoli orti urbani”, racconta Giovanni Nardelli, responsabile del Servizio Aree Naturali Protette di Brindisi, “poi tutto è stato abbandonato e nuovamente restituito alla cittadinanza con la realizzazione del parco nel 2013 che si sviluppa per oltre 30 ettari: dall’ingresso a ridosso del porto turistico, proprio all’imbocco della Provinciale per San Vito, fino al limitare dell’invaso. Un fiore all’occhiello per tutta la comunità, un punto di ritrovo dove è possibile fare sport, giocare o, semplicemente, passeggiare tra laghetti, ponticelli di legno, prati e alberi”. Lungo questi sentieri, però, non si incontrano solo bipedi.

Ad abitare i grandi spazi verdi ci sono anche e soprattutto gli animali. Da quelli più schivi e “ritrosi” come il tasso e la volpe, ai più socievoli: “Le anatre germanate arrivano dagli allevamenti”, spiega Paola Pino d’Astore, biologa e responsabile del Centro fauna selvatica della Provincia di Brindisi, “ma, dopo la liberazione della prima coppia, hanno iniziato a proliferare insieme a quelle selvatiche, fino a dar vita a una folta colonia di circa 150 esemplari. Lo stesso è accaduto per altre specie di uccelli acquatici e migratori che qui, dopo la realizzazione della diga, hanno trovato la loro dimora ideale. Tantissime varietà, anche di mammiferi, anfibi e rettili, nel parco vivono come nel loro habitat naturale”.

E così, grazie alle prime attenzioni dei contadini locali, poi alla diga, infine agli uccelli migratori che hanno incrociato le loro rotte nei cieli di Brindisi e ci sono tornati, anno dopo anno, popolando quella che prima era sempre stata solo un’area paludosa, la zona si è trasformata in un sito di interesse regionale sottoposto a vincolo naturalistico. Giacché qui, dove il parco sgomita per farsi largo in città e alla città ruba spazi e cemento per diventarne il polmone verde e il cuore pulsante, sono arrivati “in punta di zampe” tanti altri ospiti, che le piante e gli alberi hanno abbracciato e l’acqua dei laghi dissetato. Accade quando si permette alla natura di fare da sé “limitando” l’azione dell’uomo e preservandone la biodiversità.

È il caso delle tartarughe palustri americane, dette anche “testuggini dalle guance rosse”. Non dovrebbero essere qui. Queste non sono le loro latitudini ma fino a poco tempo fa si potevano acquistare alle fiere e nei negozi: “Le teniamo costantemente sotto controllo, non sono in sovrannumero e a oggi non rappresentano un pericolo per le specie autoctone”, rassicura la biologa. L’oasi è ormai diventata una sorta di “autogrill della natura”, dove trovano cibo e ristoro anche esemplari insoliti per queste zone come le aquile minori e gli aironi sgarza ciuffetto. Eppure, sono tutti qui e convivono sereni.

DOVE SI TROVA
L’ingresso del parco è a Brindisi, a ridosso del porto turistico, all’inizio della via Provinciale per San Vito.

ORARI
Il parco è sempre aperto.