Nel Salento, una Pasqua senza il popolo

In Puglia, e nel resto d'Italia, l'emergenza sanitaria dà vita a una straniante, unica e, a suo modo, intensa Settimana Santa virtuale.

La Settimana Santa a Gallipoli - Ph. Oltrealtro
La Settimana Santa a Gallipoli - Ph. Oltrealtro

Suonano le campane, lievitano nel forno i dolci della Pasqua. In molti, confortati dalla cucina, si sono dilettati con l’impasto del pane benedetto e i più audaci si sono cimentati anche con fantasiosi agnelli di pasta di mandorle. Si allestiscono nelle chiese, ma anche nelle piazze, i sepolcri e gli altari per le tradizionali cerimonie della Settimana Santa, che quest’anno saranno “senza il popolo”. Questa è la dicitura che si legge sul sito della diocesi di Lecce, con il dettaglio degli appuntamenti religiosi.

Proprio a pochi mesi dall’approvazione della legge sulla salvaguardia dei riti della Settimana Santa in Puglia, la Pasqua resta sospesa e la comunità dei fedeli vive dalla finestra questa straniante emergenza sanitaria, calata all’improvviso. I rituali di condivisione tipici delle festività si trasferiscono sulla rete e ci si trova a scambiarsi un segno di pace, pratica ormai vietata dalla legge, solo attraverso una videochiamata.

Il sepolcro realizzato in piazza a Ruffano quest'anno
Il sepolcro realizzato in piazza a Ruffano quest’anno

La decisione è del cardinale Robert Sarah, prefetto per il Culto divino e la Disciplina dei Sacramenti, che ha lasciato invariata la data della Pasqua, rinviando la “messa crismale”, quella della mattina del Giovedì Santo, ed eliminando il rito della lavanda dei piedi in quella “in coena Domini”. Le “espressioni di pietà popolare”, invece, come le processioni, saranno rimandate a settembre. Un vuoto che in molti hanno cercato di colmare, soprattutto in quelle città in cui la Settimana Santa è un appuntamento importante, irrinunciabile, parte dell’identità del paese, con giorni e giorni di preparativi che coinvolgono tutta la comunità, nonché fonte di un notevole indotto turistico.

In mancanza del pubblico di fedeli, nonostante alcune chiese siano rimaste aperte, i preparativi alla Pasqua si sono svolti on-line. Le tradizionali “serenate pasquali” quest’anno si sono trasferite sulla rete. I canti di Santu Lazzaru a Cutrofiano sono stati trasmessi in filodiffusione per le strade del paese mentre le consuete “matinate” sannicolesi, intonate nella notte del Sabato Santo per annunciare il trionfo di Cristo, interrompendo il silenzio quaresimale, saranno diffuse in diretta facebook.

I caratteristici sepolcri del Giovedì Santo sono stati allestiti in piazza mentre le veglie di preghiera sono andate in onda in streaming, con picchi di centinaia e centinaia di utenti collegati mentre l’Addolorata faceva capolino lenta fuori dall’uscio della chiesa per poi ritirarsi al sicuro all’interno, costretta, quest’anno, anch’essa all’isolamento.

I "perdune" di Taranto
I “perdune” di Taranto

Si ferma, e non succedeva dalla Seconda Guerra Mondiale, la Settimana Santa di Taranto, che si trasferisce in diretta streaming. Per strada, così è stato deciso, risuonerà solo la musica sacra, le tradizionali marce d’orchestra che accompagnano i cortei, in filodiffusione. A Gallipoli, solo le colorate “caremme” hanno fatto capolino oltre l’uscio di casa, mentre sul terrazzo del centro storico si sono radunati i fedeli per recitare il rosario e la Via Crucis. Le porte della Chiesa della Purità che fanno da scenografia alla processione del Venerdì restano aperte pur non accogliendo i fedeli. Deserto è anche il molo, dove s’incontrano, per uno sguardo fugace, la Desolata e il Cristo Morto, alle prime luci dell’alba del sabato mattina.

Quest’anno, in rispetto delle ordinanze ministeriali, sono rimasti a casa i Pappamusci, le coppie di confratelli del Carmine che a passo lento attraversano le strade di Francavilla Fontana nel giorno del Giovedì Santo, un’assenza alla quale Ivan Caliandro, francavillese che non ha mai mancato di partecipare ai riti pasquali, ha deciso di rimediare fabbricando da sé i suoi pappamusci in miniatura, mentre tutte le cerimonie saranno trasmesse in televisione.

I pappamusci realizzati da Ivan Caliandro
I pappamusci realizzati da Ivan Caliandro

A Lecce, l’arcivescovo Seccia presiede le regolari veglie pasquali e le messe pontificali “senza il popolo”. Mentre dalla diocesi di Ugento arrivano le raccomandazioni per vivere l’atmosfera di devozione anche nelle proprie mura domestiche: “per vivere in modo fruttuoso le celebrazioni trasmesse attraverso i mezzi di comunicazione, incoraggiamo i fedeli a sospendere ogni attività domestica, a porre tutta l’attenzione possibile creando in casa un ambiente di preghiera”, dichiara monsignor Filograna.

Insieme ai social e alle televisioni, a ricreare l’atmosfera pasquale, ci sono anche le radio. L’emittente Idea Radio di Latiano ha creato un palinsesto speciale per la Settimana Santa, che contiene un particolare momento di silenzio nel pomeriggio del Venerdì Santo, in segno di rispetto per il supplizio di Cristo, e nel primo pomeriggio del Sabato Santo si diffonde “Il Maestro”, un adattamento libero del Gesù di Nazareth di Zeffirelli.

Una Pasqua che si segue in televisione o direttamente dal telefono, che probabilmente corre il pericolo di confondersi con l’intrattenimento. “Con un’ampiezza e una meraviglia di immaginazione che quasi riempie di sgomento, egli prese l’intero mondo dell’inarticolato, il mondo senza voce del dolore, come suo regno, e fece di se stesso il proprio eterno portavoce”, così scriveva Oscar Wilde di Gesù Cristo, “cercò di divenire occhi per i ciechi, orecchie per i sordi e un grido sulle labbra di coloro ai quali la lingua era stata legata“. Il Salento si rassegna a una Pasqua on-line, allora, una Settimana Santa virtuale che tuttavia forse, mai come quest’anno, insegna e spinge a riflettere sui temi della debolezza umana, dell’infermità, dell’errore e della forza di sopravvivenza dell’uomo, nella speranza di una rinascita.