Musica e nuvole, con “Carmen” si chiude Bande a disegni

La “celebre” e passionale sigaraia spagnola diventa una tabacchina, altrettanto sensuale; la Spagna dell’800 diventa il Salento, o meglio, un paesino del Mezzogiorno del 1940; al posto dei Dragoni di Spagna ci sono i Carabinieri del Re e Don José diventa Don Giusè. Una “Carmen” ricontestualizzata, dopo il “Boléro” di Ravel e “La gazza ladra” di Rossini, chiude Bande a Disegni, trilogia di fumetti nata dall’incontro tra Bande a Sud, il festival del Comune di Trepuzzi, e l’idea di due artisti calimeresi, Alberto Giammaruco e Igor Legari, illustratore uno, musicista l’altro.

Un progetto editoriale, sostenuto da quiSalento, nel quale si racconta la storia di celebri opere, immancabili nel repertorio bandistico, riletta in un contesto legato alla loro esecuzione sulla cassarmonica, all’ascolto durante le feste patronali o, nel caso della “Carmen”, capolavoro del compositore francese Bizet, ricontestualizzata proprio nell’ambientazione. Il fumetto si chiude proprio quando l’amore inizia, con l’incontro, folgorante, tra il carabiniere e la “sfrontata” tabacchina, appena uscita dal turno di lavoro in un paese immerso nei festeggiamenti in onore della Madonna. Nonostante sia un giorno di festa, infatti, la “fabbrica” deve continuare a lavorare per rifornire di sigarette le truppe al fronte.

Nel resto dell’opera, dopo che scocca l’amore tra Don José e la sigaraia, lui abbandona la fidanzata Micaëla e segue Carmen, quando questa si unisce ai contrabbandieri che vivono sulle montagne. L’entrata in scena del torero Escamillo complica l’intreccio amoroso. Carmen è travolta dalla passione per il toreador e allontana Don José, il quale giura vendetta. E la compie nella Plaza de toros di Siviglia, dove il popolo acclama Escamillo, accoltellando la bella Carmen. Ad ispirare l’ambientazione anche un collegamento, ideale, con la drammatica vicenda delle tabacchine calimeresi che nel 1960 morirono arse vive per un gesto scellerato, forse dettato proprio dalla gelosia. 

Si cambia registro quindi, nel racconto dell’opera per questa terza uscita. Nel “Boléro”, come ne “La gazza ladra”, cuore del racconto era la cassarmonica, uno degli elementi più autentici e profondi della cultura salentina e simbolo di festa come pochi altri. Simbolo di Bande a Sud, l’evento di punta del Comune di Trepuzzi inserito ne “Il suono illuminato”, progetto finanziato dalla Regione Puglia che ha messo in rete i cinque paesi partner (Trepuzzi, Guagnano, Salice Salentino, Surbo e Squinzano) per promuovere la bellezza di piccole realtà con un programma musicale pensato per impreziosire e animare il calendario di riti, tradizionali festività e festival. 

L’auspicio, ovviamente, è che la musica torni presto, così come la festa. “In un momento così difficile per il mondo dello spettacolo e della cultura in generale”, spiega Giuseppe Rampino, consigliere comunale di Trepuzzi con delega al festival Bande a Sud, “abbiamo voluto dare un segno tangibile di come si possa continuare a stimolare il senso identitario, il valore della tradizione attraverso forme diverse. Mettere insieme opera, banda e fumetto, non era semplice, ma credo che il risultato sia di tutto rispetto e l’obiettivo centrato. Con la ‘Carmen’ si conclude per noi un momento di ‘resistenza’ che è servito ad apprezzare nuove forme di espressione artistica, ma anche a ricaricare le pile dopo otto anni di Bande a Sud intensi e carichi di soddisfazioni. L’augurio”, chiude, “è di tornare presto in piazza, teatro naturale delle nostre opere, con una serenità ritrovata e con la gioia che ha contraddistinto questi anni felici attorno alla cassarmonica di Trepuzzi e di tutti gli altri paesi”. 

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