La semina pasquale di Paidéia, in attesa della rinascita

Una tradizione pasquale da rinnovare in casa con i più piccoli

È tempo di semina, non quella nei campi da coltivare a grano bensì più “domestica”, intima e nel solco delle tradizioni religiose per l’approssimarsi della Pasqua.

È il tempo in cui l’antica pratica di mettere a germoglio semi di grano o legumi, farli sbocciare rigorosamente al buio per poi decorarli con fiori di giardino e deporli nelle chiese il Giovedì Santo, in tempo di quarantena diventa un gradevole passatempo con i bambini e un forte messaggio di speranza, rinascita e vittoria della vita sulla morte.

L’associazione culturale di Parabita Paidéia, mette in rete sulla pagina facebook GiuliaSimona Paidéia, un semplice tutorial per far compiere ai bambini di oggi gli stessi piccoli ma sacri gesti che un tempo facevano i loro nonni.

“Abbiamo deciso di farvi rivivere alcune tradizioni pasquali che lo scorso anno abbiamo avuto la fortuna di conoscere grazie al progetto ‘Nonni e nipoti si incontrano per…”, dicono dall’associazione, una iniziativa realizzata con il Centro di solidarietà Madonna della Coltura di Parabita che prova a riportare in auge la tradizione, ancora diffusa in diversi paesi del Salento, di preparare i “piatti di Cristu” da andare poi a deporre ai piedi dell’altare della Reposizione, quello del Giovedì Santo, comunemente chiamato “Sepolcro”.

Per i bambini di un tempo era una vera festa e, spesso, si faceva a gara per realizzare il piatto più bello da mostrare per strada e facendo il giro tra vicini e parenti.

Seguendo le istruzioni del tutorial si può così procedere servendosi di poche e semplici cose come: un po’ di grano o di lenticchia; una vaschetta o un piatto fondo; ovatta o garza; acqua. Dopo aver adagiato nella vaschetta l’ovatta sul fondo, si dispongono i semi ben distanziati, poi si bagna con l’acqua e, magari, si canticchia insieme la canzone del seme della quale l’associazione mette a disposizione il testo e la versione cantata di Claudio Chieffo.

Si semina in questi giorni, dunque, mettendo a dimora i semi nel buio e nel silenzio per quella che da secoli, nella tradizione cristiana, era il tempo dell’attesa della rinascita, del ritorno alla vita, della luce e della festa. Oggi più che mai.

Il Signore ha messo un seme
Nel profondo del mio mattino.
Io appena me ne sono accorto
sono sceso dal mio balcone
e volevo guardarci dentro
e volevo vedere il seme.