La scena, l’amore, i conflitti: i 40 anni di Astràgali Teatro

Fondata nel 1981 da Marcello Primiceri, poi tragicamente scomparso a soli 31 anni nel 1987, la compagnia leccese, diretta da Fabio Tolledi, festeggia con una rassegna l’importante traguardo.

Una foto d'epoca di Marcello Primiceri

“Il percorso del vero amore non è mai stato agevole”; è l’assunto dal quale parte Astràgali Teatro per la “celebrazione” dei 40 anni di attività. E non può che essere sentimentale il riferimento all’esperienza teatrale nata nel 1981, voluta da Marcello Primiceri, giornalista del Quotidiano, morto tragicamente a soli 31 anni in un incidente stradale. Era il 1987. Ma quell’esperienza e il suo lascito erano così culturalmente, e sentimentalmente forti, da far sì che la compagnia leccese continuasse comunque il suo percorso.

Per arrivare a oggi, con il programma di “Teatri a sud. Astragali 40 anni di teatro”, e una serie di appuntamenti che, dopo la quarta edizione del Premio Teatrale Marcello Primiceri, continua con una “festa teatrale” in programma, venerdì 12, nella sede della compagnia, in via Candido a Lecce. In scena “Fimmene!”, ultima produzione tra teatro e musica firmata dalla cantante Anna Cinzia Villani e dal direttore artistico Fabio Tolledi, dal 1992 alla guida della compagnia leccese.

Che significano 40 anni di teatro oggi, a Lecce e nel Salento, e qual è il lascito culturale e teatrale di Marcello Primiceri?

Per una compagnia di teatro quarant’anni di vita sono un traguardo importante, sorprendente, che emoziona. Ed è anche l’occasione per fare un bilancio che oscilla tra desideri e nostalgia. I desideri sono quelli che continuano ad animare la vita di ogni giorno, la sorpresa di continue nuove sfide, l’incontro con nuove generazioni. La nostalgia riguarda le tante persone che hanno fatto la storia di Astràgali e che se ne sono andate. Il mio maestro Fabrizio Cruciani dice nel suo ultimo libro “I luoghi del teatro” che “bisogna essere vivi, nel Teatro”. Frase quanto mai vera e bruciante per la forma dello spettacolo dal vivo. Tra i vivi. È fondamentale ricordare che quando Marcello Primiceri ha fondato questa compagnia teatrale, a Lecce non esisteva niente di simile. Astràgali nasce proprio all’interno di una effervescenza che avrebbe cambiato in maniera radicale questa provincia “difficile” (come giustamente Giovanni Bernardini l’aveva definita negli anni ’60). Siamo negli anni della nascita del Pensionante de’ Saraceni, dell’Immaginazione, di Salento Poesia, del Laboratorio di Poesia. Siamo negli anni in cui la pelle di questo territorio cambia e la trasformazione più importante era costituita dalla necessità di non dovere più partire, di non dovere più emigrare per costruire la propria utopia, il proprio sogno radicale. Restare per fare teatro, per fare musica, per fare poesia qui. Marcello Primiceri se ne è andato molto giovane per un maledetto incidente stradale, di ritorno dalla Regione. Era andato a discutere per il finanziamento di un progetto (“Cobalto Sinfonia”) che era bloccato. Sono seguiti anni molto duri e difficili. Dal 1992 dirigo Astràgali. Da allora sono cambiate tante cose. Dal 1998 abbiamo fatto una scelta diversa, ancora una volta una scelta radicale.

Fabio Tolledi ph. Marina Colucci

Da qui la scelta per l’esperienza teatrale “tranfrontaliera”?

Abbiamo guardato all’Europa e al Mediterraneo per necessità, questo territorio stava cambiando. Non era più valida la storia che avevamo sentito decine e decine di volte in Università, in convegni, negli angusti salottini provinciali che “dal Salento non si passa, è talmente marginale e periferico che bisogna decidere di venirci”. Il “pensiero meridiano” ci dava fiato verso quella necessità dell’assunzione di una responsabilità. Le rotte migratorie dal Vlora in avanti ridisegnavano una nuova mappa. Una delle sensazioni più sconcertanti nei nostri tanti viaggi di questi anni l’abbiamo raccolta a Cipro e a Malta. I giovani attori, le giovani attrici (così come tutte le Istituzioni Ufficiali) che abbiamo incontrato lì, si percepivano come parte del Regno Unito. Abbiamo cominciato a guardarci intorno, concretamente. E allora è maturata la necessità assoluta di una vera relazione con la Grecia e poi con l’Albania e poi con Cipro, Malta, con tutti i Balcani e poi con la Turchia, la Siria, la Giordania, la Palestina, la Tunisia. E ogni viaggio ci nutriva, ci donava senso.

Questo lavoro nei luoghi di guerra è stato il presupposto essenziale per riaprire nel 2011 in Italia, a Lecce, ad Astràgali, il Centro Italiano dell’International Theatre Institute fondato dall’UNESCO nel 1948. E dal 2017 è sede dello European Regional Council, che riunisce i 32 centri dell’ITI presenti in Europa. Questo lavoro intenso e costante ha fatto di Astràgali uno dei protagonisti dei Programmi Culturali Europei.

Medea Desìr, recente spettacolo di Astràgali. Ph. Marina Colucci

Tra residenza, formazione e nuove produzioni, che stagioni si annunciano per la compagnia?

Esiste un fil rouge profondo e ricco dalla nascita di Astràgali sino ad oggi. L’importanza dei luoghi e la loro trasformazione ci ha fatto elaborare modalità di intervento e di ridefinizione del territorio. Questo sentiero profondo va da Santa Maria a Cerrate, appena restaurata nel 1985, al Castello di Otranto con “Il sogno di una notte d’estate”, a Villa Mellone con “Luna e Acciaio” nel 1987 (ultima regia e scrittura scenica di Marcello Primiceri), ad “Antigone” a Marina Serra, ai “Persiani” nella Marina di Andrano, alla residenza teatrale al Teatro Paisiello dal 2010, alla Distilleria De Giorgi a San Cesario di Lecce, alle azioni di valorizzazione e ri-scoperta del Parco Archeologico di Rudiae. Questo percorso ha reso il lavoro site specific una delle cifre più significative della nostra ricerca. Un modo di ripensare gli spazi come possibilità poetica di ridefinire i luoghi e di riappropriarsene. Fra qualche giorno partiamo per Baghdad, per il Festival Internazionale in Iraq. Zona di guerra, zona che ancora soffre. Ma una cosa abbiamo imparato nei luoghi di conflitto: lì il lavoro culturale, lì il teatro, ha un senso e un valore assoluto di rinascita e trasformazione.

Quarant’anni di teatro hanno rappresentato il lavoro costante, duro, appassionato, senza conti, di decine e decine di donne e uomini. Alcuni per anni, altri anche solo per pochi giorni: un piccolo segno che ha contribuito a trasformare questa terra, giorno per giorno, dal di dentro e (nello stesso tempo) ai bordi. Antonio Verri in “Fate fogli di poesia”, esorta a farsi dare un teatro. Forse per questo, nel 1992, nelle sale di Astràgali in via Giuseppe Candido, trasformò quel luogo in una improbabile ed esplosiva redazione-tipografica per l’ultima edizione del “Quotidiano dei poeti”. Perché in un Teatro troverete sempre (danzanti) attori, musicisti, poeti, sognatori eccessivi.

Intanto la sede di Astràgali, come la Distilleria De Giorgi, accoglie gli altri appuntamenti novembrini della rassegna “Teatri a sud. Astragali 40 anni di teatro”: sabato 13, “Il meraviglioso viaggio di Ulisse”, del Teatro Le Giravolte; domenica 14, “Se Potessi Volare” di Terrammare Teatro; martedì 16 “Canto d’Orfeo”, coproduzione firmata da Astràgali e Diaghilev; mercoledì 17 “Mucchio!”, una coproduzione Therasiailgaragedellearti e Astràgali Teatro. Info rassegna: www.astragali.it