In un corto, il canto di speranza di Manu Manu Riforesta!

“Come fossimo diventati un elemento attrattore di tutte le speranze di verde che nessuno ha mai raccolto”. Raccontano così i soci di Manu Manu Riforesta! l’ondata di messaggi che li ha sommersi, coscienze ridestate per far fronte all’apocalisse degli ulivi del Salento, nell’unica maniera possibile: riforestare. Da qui l’idea di “Canto e controcanto”, il primo cortometraggio prodotto dal movimento nato attorno a quel che resta di uno dei polmoni verdi del Salento, presentato in anteprima sulle pagine Facebook Manu Manu Riforesta, Fa’ la Cosa Giusta e Italia che Cambia, martedì 15 alle ore 19. Dopo la proiezione, intevengono con gli attivisti di Manu Manu Riforesta! la regista Bruna Rotunno, Gabriele Corrado, protagonista del corto, Redi Hasa, musicista, Rachele Andrioli, cantante, e l’attore Fabrizio Saccomanno.

Una immensa distesa di ulivi, vista dall’alto. Grigia, punteggiata di nero e fumante. Un corpo che è un tutt’uno con quel che resta di un maestoso albero, una danza di morte e dolore, un intreccio di braccia e tronco, di rami e gambe. Un intreccio funereo che, via via, si trasforma in un risveglio nel verde, in nuovi germogli di vita, di speranza e di nuovi sogni, nel respiro di nuova aria. Per fortuna anche questo reale. E che dalla desolazione per il disseccamento degli ulivi sta provando a generare una nuova vita, iniziando a riforestare circa due ettari, nel cuore del Parco dei Paduli.

Un’azione virtuosa che alla pratica, l’acquisizione dei terreni e le nuove piantumazioni, affianca anche una attenta e mirata azione culturale. Nasce così il corto realizzato dalla regista, fotografa e videomaker Bruna Rotunno, che con la sua arte segue dall’inizio le fasi del progetto Manu Manu Riforesta!, e interpretato da Gabriele Corrado, salentino, ballerino solista della Scala di Milano e primo ballerino de Les Ballets de Monte Carlo, che ha voluto mettersi al servizio del progetto con la sua danza.

Sono coreografie che raccontano di morte e di vita, comunque di un amore con la terra e per la terra, che è poi l’amore che sta muove tutto il progetto. “Con il cortometraggio, si vuole mostrare la realtà dell’annullamento quasi totale del patrimonio storico degli ulivi – spiega la regista – ma anche la possibilità di evolvere da una situazione drammatica attraverso la creatività e l’azione mirata alla rinascita delle antiche foreste preesistenti.” Drammatiche, quasi disarmanti le immagini degli ulivi grigi e fumanti, consumati dai roghi che sono la conseguenza più immediata di disseccamento e abbandono; smeraldine e speranzose, invece, quelle di prato, bosco, chiome e relative ombre. Immagini di una rinascita possibile. Indispensabile.

Hanno dato musica e voci al corto il violoncellista Redi Hasa, la cantante Rachele Andrioli e l’attore Fabrizio Saccomanno.

Info: www.manumanuriforesta.org