In carcere, teatro e rigenerazione umana

Approda alla casa circondariale di Lecce, l'esperienza teatrale condotta a Matera.

Un'immagine dello spettacolo
Un'immagine dello spettacolo "Humana vergogna"

Raggiungere le periferie attraverso il teatro, arte e linguaggio che non conosce confini geografici, che oltrepassa le sbarre di una cella e abbatte i muri interiori, perché si nutre di sentimenti e pensieri: le vere libertà delle persone. Il teatro diventa così uno strumento potente di rigenerazione umana, occasione per restituire dignità e fiducia a chi vive ai margini, per connettere le periferie sociali e urbane e aprire un dialogo tra chi è “dentro” e chi sta fuori.

Si portano in carcere esperienze, metodologie di lavoro, valori e bellezza con “Jumperiferie – teatro vivo nel sociale”, progetto presentato negli uffici della Casa Circondariale di Lecce dai partner della corposa rete, ciascuno dei quali è chiamato ad arricchire il percorso con le proprie competenze e sensibilità.

L’idea è quella di riprendere l’esperienza di Matera 2019 Capitale Europea della Cultura con il progetto “La poetica della vergogna”, sviluppato dalla compagnia teatrale Petra, capofila di Jumperiferie, nelle Case Circondariali di Matera e Potenza. “In carcere il significato della parola vergogna assume un’accezione diversa, si ribalta completamente, perché la vergogna riattiva la parte migliore delle persone”, specifica Antonella Iallorenzi, attrice e pedagoga della compagnia teatrale, “il teatro ha un linguaggio terapeutico, in scena ci si immagina liberi e diversi da quello che si è, meccanismo che innesca il cambiamento.

La conferenza stampa di presentazione
La conferenza stampa di presentazione

Così, anche nella Casa Circondariale di Lecce si ripeterà l’esperienza lucana, con un laboratorio teatrale stabile per detenuti fino a 35 anni. Inoltre venerdì 21 febbraio alle 19 (prenotazione obbligatoria entro il 10 febbraio al link https://bit.ly/37yVjEV), a Borgo San Nicola andrà in scena “Humana vergogna”. Lo spettacolo di Silvia Gribaudi e Matteo Maffesanti, coprodotto da #reteteatro41 e Fondazione Matera-Basilicata 2019, è una rappresentazione del sentimento che muove dalla coscienza e provoca disagio, che unisce teatro e danza, dove il corpo diventa narrazione.

Ad aprile invece, il teatro del carcere aprirà le sue porte al pubblico esterno per lo spettacolo “Pupe di Pane”, prodotto dall’Accademia Mediterranea dell’Attore.

Inoltre, nei comuni partner, saranno organizzati eventi culturali e laboratori di arte urbana che coinvolgeranno residenti nel quartiere, studenti dell’Istituto comprensivo “Stomeo-Zimbalo” di Lecce e ragazzi migranti beneficiari dei progetti Sprar di Arci.

Il progetto è sostenuto da Periferie al centro, intervento di inclusione culturale e sociale della Regione Puglia, promosso dall’assessorato all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia e Teatro Pubblico Pugliese, in partnership con Accademia Mediterranea dell’Attore di Lecce, Casa Circondariale di Lecce, Compagnia teatrale Petra, #reteteatro 41, Arci Lecce, Mecenate 90, Officina Creativa, Comune di Lecce, Comune di Lequile, Comune di Melpignano.