Furto con scasso a Merulana

Dopo la raccolta di racconti "Felici diluvi", Graziano Gala esordisce con il suo primo romanzo "Sangue di Giuda", per Minimum Fax.

Graziano Gala

“L’altra sera s’hann arrubbato ‘o televisore”. Comincia così il primo romanzo di Graziano Gala, classe 1990, autore originario di Tricase, docente di lettere a Milano, che investe e sconvolge con una faccenda tutta meridionale, dai personaggi all’ambientazione alla lingua. Inizia con il furto di un vecchio Mivar, una storia che “più che familiare sta diventando na multiproprietà”, che si anima davanti agli occhi, come all’apertura di un sipario.

Giuda, voce narrante e attore protagonista, suo malgrado, per colpa di un’impietosa legge del contrappasso, diventa novello Cristo, spoglio del suo vero nome, che porta con sé i peccati e le bassezze di una moltitudine di cristiani, in una storia dove si sente l’alito pesante della famiglia, “la specie peggiore del creato: i parenti”, quelli che “non danno manco i confetti quann battezzano i nipoti”, e la morsa stretta del paese, Merulana, quello con le persiane abbassate, con le donne nascoste dietro le gelosie, “nu classico paese meridionale, co ‘e rivoluzioni che durano quantu na partita ‘e pallone”. È proprio quando la squadra di calcio dell’aspirante sindaco plenipotenziario Mammoni perde il campionato, che Giuda precipita nell’inferno, in un regno crepuscolare dove non fa più né caldo né freddo, “è tutto clima elettorale”, dove “nun sapimm vincere, ma manco a perdere simm capaci”.

“È cagnatu tuttu, puru can un è cagnatu nenzi”, avrebbe detto Tomasi di Lampedusa se fosse nato a Merulana, ché un paese come questo lo conosciamo tutti, in questa lingua ibrida, che diventa essa stessa personaggio, e mescola ai dialetti del Sud il linguaggio universale della solitudine e della rassegnazione, quello dei reietti e dei bambini soli. Perché a Giuda, insieme al nome, e al televisore, sembra gli abbiano rubato la condizione d’adulto e stringe il cuore come un bimbo che ha paura del buio e delle botte di papà Santino, dei fantasmi e dei ricordi. Un magistrale racconto degli ultimi che si chiude con uno spiraglio di luce: “Amm aggiustato ‘o televisore, riparamm puru ‘u restu”.

GRAZIANO GALA

SANGUE DI GIUDA

PP. 171, EURO 16 MINIMUM FAX