Dj Gruff, la “Lettera di un’infermiera italiana” e i migliori pensieri

Parte come un mantra, si attorciglia in un loop senza fine e senza inizio, richiamando tutti “I migliori pensieri” che servono. Ma non si ferma qui. Perché, oltre allo spirito, oltre alle parole e alla musica, Dj Gruff va più a fondo, cercando… fondi.

Il musicista sardo, figura fondamentale dell’underground e dell’hip hop italiano, dà corpo a un’idea nata da una telefonata con un medico padovano, mettendo insieme un nutrito gruppo di amici artisti per una raccolta fondi per Emergency.

Due le canzoni prodotte fino ad ora, manipolate e scratchate secondo la sua inconfondibile cifra artistica, che testimoniano oltretutto anche lo strettissimo legame con il Salento: nella prima, che dà il nome al progetto, c’è Roberto Chiga, già percussionista della Notte della Taranta; nella seconda, “Lettera di un’infermiera italiana” (dallo scritto di Michela Venturi, infermiera nel reparto Covid dell’ospedale di Senigallia), figura addirittura l’intera formazione salentina, che da anni lo accompagna sui palchi, con Antonio Tarantino (coautore del brano) al pianoforte, Diego Martino alla batteria e Francesco Vaglio alla chitarra

Autentica e struggente, la “Lettera di un’infermiera italiana” è riportata integralmente nel brano e interpretata dalle voci di diversi attori. Il tocco di Gruff è sapiente e calzante nella manipolazione delle interpretazioni che alterna e moltiplica scratchandole nei punti più incisivi.

Le parole di Michela, scritte sulla sua pagina Facebook all’indomani del decreto che assegna agli operatori sanitari cento euro in più per il mese di marzo, diventano così ancora più laceranti:

Michela Venturi

Sa, signor presidente Conte, quando arrivo a casa entro dal garage. Mi spoglio e appendo i vestiti lontano da tutto e tutti. Mi faccio la doccia bene bene, mi metto la mascherina chirurgica che porterò sul viso per tutto il giorno. E solo allora saluto i miei cari. Poi non mangio a tavola con loro ma sulla penisola, per mantenere la distanza di almeno un metro. E poi viene la cosa più difficile: quando mia nipote mi si avvicina le devo dire ‘amore non stare attaccata al viso di zia’, e lei mi chiede ‘perché zia, hai il coronavirus?’. E io le rispondo: ‘non lo so. Sai, a me i tamponi non li fanno’. Questo, perché ho paura che solo con un respiro troppo profondo o con una parola di troppo, io, possa infettare i miei cari. E allora spesso mi sento sola, ma rimango in piedi, perché domani dovrò fare ancora il mio lavoro. E non mollo”.

Michela chiede al presidente di usare quei soldi per farle una promessa: “Finito tutto questo, non ci scorderemo di voi come spesso accade. Di voi che oggi avete dato tutto e di più per questo popolo che amate. Che siete rimasti in piedi nonostante tutte le difficoltà e non avete mai mollato”.

Tantissimi altri artisti hanno aderito alla chiamata, come Clementino, Asia Argento, Frankie Hi Energy, Petra Magoni, Corrado Fortuna, Dj Ralf, Aurora Peres, Emilia Verginelli, Tommaso Ragno, Barbara Ronchi, Valeria Almerighi e  Gianluca Petrella, tutti a sostegno di un’idea che urla forte: “Via le barriere, via i conflitti, in questo momento difficile per l’Italia, uniamoci nella musica e insieme, da lontano, ognuno porti il suo messaggio”.