“Destatevi!”, la voce di Carmelo Bene in piazza Sant’Oronzo

“Ecco, si spegne il lume. Nuovamente/m’è forza rianimarlo, anche se certo/morrà di nuovo prima del mio tempo/d’insonnia… Il sonno mio”. A vent’anni dalla sua scomparsa la voce profonda di Carmelo Bene echeggia in piazza Sant’Oronzo con i versi del “Manfred”. È l’audio-installazione voluta dal Polo biblio-museale e il Comune di Lecce per commemorare il maestro del Novecento e dare così il via al programma di iniziative imbastito dall’Archivio Carmelo Bene custodito negli spazi dell’ex Convitto Palmieri.

Era il 1980 quando l’artista diede vita alla sua personale interpretazione dell’opera drammatica del Manfred di George Gordon Byron, sulle musiche di Shuman eseguite dall’orchestra della Scala di Milano e sotto la bacchetta di Donato Renzetti. L’audace e modernissima “operazione” di Bene fece sì che il dramma del tormentato mago in grado di sfidare gli elementi, i demoni e i signori delle tenebre per evocare dalla morte la sua amata Astarte, passasse dalla pura operistica alla forma di oratorio. In scena la figura di Bene emergeva dal buio e la sua prodigiosa modulazione della voce era in continuo dialogo con gli strumenti dell’orchestra. Il successo di critica e pubblico fu tanto grande quanto inconsueto per un’artista spesso disapprovato e “incomprensibile” per il suo tempo.

La voce del maestro si diffonde tra i palazzi e piazza Sant’Oronzo alle 18, regalando alla città un momento di metafisica bellezza, offrendo l’occasione di rallentare il passo o magari fermarlo e sedersi per immergersi totalmente nella sua profonda drammaturgia.

“Voi misteriose forze e spiriti che ho cercato nelle tenebre e nella luce. Voi che vagate nella terra dentro le più sottili essenze. Abitanti le cime inaccessibili dei monti e gli abissi della terra e del mare. Io vi scongiuro in nome dell’incanto scritto che a un v’asserve: destatevi!”.

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