D’aria: le trappole dell’amore

Un romanzo a tratti labirintico, che avanza tra malattia e voglia di vivere, tra la tenerezza dei ricordi d’infanzia e la stupidità cieca tipica dell’amore dove Ruffilli passa in rassegna l’inventario delle trappole dell’innamoramento.

“Dopo quanti anni di infelicità il destino si commuove?”, se lo chiede tante volte Daria Marti, avvocato di successo, ambasciatrice delle donne vessate dall’uomo, lei, baluardo solido e diritto nell’aula di un tribunale, che crolla rovinosamente all’incontro con Luca Maiorano. Irresistibile, sfuggente, incompreso e incomprensibile, Daria tesse con Luca un legame ambiguo e scostante, gettandosi nelle mani di un uomo la cui assenza è pericolosamente invadente e aggressiva.

“L’assenza tiene per mano ovunque”, è protagonista anch’essa, ma in negativo, in un dialogo tra un uomo che s’accende a intermittenza e una donna che ha voglia di esserci per tutti e due. Così, se è vero che “essere paladino dei più deboli non è per tutti”, è vero anche che spesso è più facile proteggere gli altri e non se stessi. In prima fila per i diritti delle donne, Daria è incapace di tutelare la sua integrità. Un romanzo a tratti labirintico, che avanza tra malattia e voglia di vivere, tra la tenerezza dei ricordi d’infanzia e la stupidità cieca tipica dell’amore. Ruffilli passa in rassegna l’inventario delle trappole dell’innamoramento, dall’esigenza di curare l’uomo di turno a quella di fargli da mamma, al restare appesi al telefono, dipingendo un quadro umano, fin troppo umano, che degenera nell’inatteso colpo di scena finale.

Tra le pagine fanno capolino il mare, il cielo azzurro, la luce dorata di una pietra che si sfarina all’ora dell’imbrunire in una Lecce scenograficamente perfetta per la storia di questa esistenza, dove l’aria, lo spazio aperto, quello sicuro del ricordo, costituiscono piccole oasi di rifugio dalla strada irta del presente. “Si stava meglio ma non ricordo quando”, si lascia sfuggire Daria. Con intelligenza, acume e splendide immagini, Ruffilli ci restituisce il grande spettacolo d’arte, sì varia ma spesso triste, dell’analfabetismo dell’affettività, con i ritratti di Daria e Luca, fiaccati l’una dall’avere troppo amore, l’altro dall’averne troppo poco.

LOREDANA RUFFILLI

D’ARIA

PP. 125, EURO 13 ESPERIDI