Dal campanile di Lecce, un affaccio sulla bellezza

Avviato il cantiere per la fruizione della torre campanaria di piazza Duomo in ascensore.

Vista dal Campanile

Anche Lecce, come molte città del mondo, avrà la sua vista dall’alto. La sua bellezza, sino ad ora goduta tra piazze e vicoli, al cospetto di edifici storici e chiese barocche, si potrà ammirare da un punto di vista inedito. Presto, si potrà salire sul Campanile di piazza Duomo, monumento simbolo della città, che da sempre caratterizza il suo profilo, svettando sull’agglomerato urbano.

Con il progetto “Up”, la cooperativa sociale Artwork, che in collaborazione con l’Arcidiocesi di Lecce, dal 2019, si occupa della gestione dei principali beni ecclesiastici cittadini, con LeccEcclesiae, renderà possibile visitare la torre campanaria in ascensore e accedere a un affaccio privilegiato sui terrazzi, giardini, palazzi storici e cupole, spingendo lo sguardo sino all’orizzonte che, nelle giornate più nitide, tocca il mare Adriatico.

Vista su Lecce dal Campanile

Il campanile della cattedrale venne costruito tra il 1661 e il 1682. A pianta quadrata, si innalza per circa 70 metri su cinque piani circondati da una balaustra in pietra leccese, sormontati da una cupola. Pochissimi hanno avuto il privilegio di salire e ammirare il panorama mozzafiato dalle altezze della torre campanaria e occorreranno ancora altri sei mesi circa prima che l’opera veda luce e anche residenti e turisti potranno farlo.

“Si tratta di un intervento atteso da anni nella città di Lecce”, spiega il presidente di Artwork, Paolo Babbo, “che finalmente permetterà la fruizione di un bene storico artistico molto amato dai cittadini e apprezzato dai turisti. Così come accade in moltissime città d’Italia e del mondo, l’accesso al punto più alto della città e la splendida visuale da quattro punti differenti rappresenta un’attrazione particolarmente apprezzata”.

C’è bisogno sia interventi di restauro che di consolidamento di alcuni punti sensibili, ma il campanile sembra accoglie naturalmente nella sua cavità l’impianto. L’ascensore, in vetro e acciaio, a basso consumo energetico, non comporta alcun aggravio per la struttura muraria, si appoggerà sulle fondamenta, piantato al terreno. Inoltre il progetto prevede l’istallazione di giunti elastici, innovativi dispositivi di protezione che garantiranno la stabilità dell’ascensore, che si sosterrà autonomamente, impedendo qualsiasi contatto improprio, anche in caso di terremoto.

In soli 43 secondi, la cabina salirà 43 metri raggiungendo il terzo piano dove, da quattro balconi, si potrà godere di una visuale completa grazie anche all’installazione di binocoli con sensori multimediali che permetteranno di riconoscere i principali punti di interesse. I visitatori potranno accedere per gruppi di massimo 10/15 persone per fascia oraria, mentre la cabina ne accoglie non più di sei.

Rendering dell’ascensore

Un progetto innovativo, sia dal punto di vista tecnologico che sociale, finanziato completamente da Artwork con i proventi di LeccEcclesiae, che amplia l’offerta turistica di Lecce, rendendola ancora più attrattiva, come ha ricordato il sindaco Carlo Salvemini nel corso della conferenza stampa di avvio del cantiere, sabato 13, all’Episcopio di piazza Duomo: “La ricchezza culturale, monumentale, artistica della nostra città è un’occasione di crescita, culturale ma anche economica. Per coglierla con intelligenza, generando ricadute positive per tutta la comunità, bisogna muoversi da una concezione statica e conservatrice del patrimonio, scegliendo il coraggio di innovare. Proprio come ha dimostrato di saper fare la Curia con il progetto LeccEcclesiae”

Anche il vescovo Michele Seccia non manca di sottolineare la portata storica del progetto che arriva nel pieno di una pandemia che ha causato una preoccupante crisi economica e sociale, salutata come un seme di speranza, “Una crisi che non ha fermato le buone idee, i progetti, la speranza verso il futuro e la ripartenza della città di Lecce” afferma il vescovo, “questa bellezza artistica permette di dare lavoro alle diverse maestranze per la realizzazione progettuale e certamente, una volta ripartito il turismo, renderà più florida l’intera economia cittadina. Attraverso la custodia della bellezza, riletta anche alla luce di una teologia che partendo dall’arte disegna itinerari verso l’Assoluto, la Comunità diocesana continua ad offrire il proprio prezioso contributo per lo sviluppo del territorio e delle popolazioni che lo abitano”.