Dai Balcani all’Italia, seguendo il teatro

Dal 3 all'8 marzo, i primi appuntamenti per l'Adriatic-Ionian Festival of Theatre on intangibile heritage che conclude il progetto Adnich.

"Fimmene" - Ph. Marina Colucci

Il teatro getta un ponte dall’una all’altra parte del Mediterraneo, grazie all’Adriatic-Ionian Festival of Theatre on intangibile heritage, progetto che ha preso via lunedì 1 marzo e da oggi, sino a lunedì 8, entra nel vivo con i primi appuntamenti accessibili on-line.

Montenegro, Albania, Italia, questo il triangolo geo-culturale messo in comunicazione grazie all’iniziativa, che punta a far dialogare i paesi con la creazione, la produzione e la diffusione di opere trans-frontaliere. Si comincia mercoledì 3 alle 10:30 con la presentazione del Centro montenegrino dell’International Theatre Institute – UNESCO. L’International Theatre Institute, unica organizzazione non governativa, operante in ambito culturale, in relazioni formali con l’UNESCO, è presente con Centri Nazionali in circa 100 Paesi, con l’obiettivo di sviluppare pratiche di cooperazione tra artisti e istituzioni teatrali a livello internazionale, per consolidare collaborazioni tra operatori culturali di tutto il mondo e favorire il dialogo interculturale. Mission primarie dell’ITI sono la promozione della pace attraverso l’arte, il sostegno dell’innovazione nelle arti performative, la valorizzazione delle diversità culturali, il rispetto dei diritti umani nel campo delle arti dello spettacolo.

Venerdì 5 alle 19 il week end debutta con “Il cantico dei cantici per lingua madre” con Roberta Quarta e Simonetta Rotundo, affiancate dalla musica dell’Ensemble Montesardo composto dai soprano Ludovica Casilli e  Kairi Kosk e dai musicisti Livio Grasso Luca Tarantino, con un repertorio dei compositori Salomone Rossi Hebreo (“Libro primo di madrigali a cinque voci per cantar col chitarrone, Venezia 1600”) e Girolamo Melcarne detto Il Montesardo (“Amphiteatrum angelicum, Venezia 1612”).

Sabato 6 alle 19 appuntamento con “Mater Medea” con Roberta Quarta, Simonetta Rotundo, Matteo Mele, Samuele Zecca. “Abbiamo accolto la figura di Medea e delle sue numerose interpretazioni nei secoli. Il punto da cui siamo partiti sono le parole di Christa Wolf e di Adriana Cavarero, di Hanna Arendt e Judith Butler”, dice Roberta Quarta. “Queste scritture dense e immaginifiche si annodano, ora, al sentire, ai sogni ed ai desideri delle comunità coinvolte nel progetto. Non è più possibile distinguere passato, presente e futuro. Tutto è intrecciato. E il desiderio si sfibra dinnanzi alla sete di potere”.

Domenica 7 marzo alle 19 l’appuntamento è con lo spettacolo “Fimmene!“, frutta di una lunga e meticolosa ricerca sui canti popolari salentini a cura della cantante Anna Cinzia Villani. Fulcro della performance sono i canti di donne, che parlano di e alle donne, litanie d’amore, ritornelli di nostalgia, ballate di lavoro, di lotta, di desiderio, intrecciati agli antichi gesti della tradizione e al paesaggio meridionale, che sa di terra e di cielo.

Lunedì 8 marzo alle 10:30 il Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo dell’Università del Salento organizza l’incontro “Social and cultural relations across the adriatic sea” con la partecipazione del direttore del dipartimento Mariano Longo, del professore Alessandro Isoni e del ricercatore Simone Rollo. Intervengono anche Alert Celoaliaj (University of Arts di Tirana),Pjeter Guralumi e Edlira Celiku (Qendra EVENT) e Fabio Tolledi (Presidente dell’Iti – Italia).

Da venerdì 12 a domenica 14 dal Montenegro appuntamento con gli spettacoli “Sailor rebellion” e “Son” e con la proiezione del documentario “Tihi Dom“, realizzato dagli studenti dell’Accademia di Belle arti di Cetinje. Da venerdì 19 a domenica 21 dall’Albania spazio alla contaminazione tra parole e suoni “Sound and verses“, il cortometraggio “21001 Days” e il trittico “Blood Handcuffs“. Il programma si concluderà il 29 marzo alle 16 con una conferenza finale con la partecipazione di tutti i partner.

Il festival è la tappa conclusiva del progetto internazionale ADNICH – Adriatic Network of artistic production for the development and enhancement of Intangibile Culturale Heritage, finanziato nell’ambito del programma europeo transfrontaliero Interreg IPA CBC Italia-Albania-Montenegro.

Tutti gli appuntamenti sono visibili sull’account YouTube del festival.