Da Matera a Lecce sul filo della sperimentazione

Tre giorni di musica, incontri e intermedialità alle Officine Cantelmo di Lecce per la tappa finale del festival Ma/In.

Giunge al capolinea, a Lecce, per la sua tappa finale, il MA/IN Festival, quinta edizione della kermesse musicale di musica contemporanea e arti digitali, con la direzione artistica di Giulio Colangelo, organizzato dall’associazione LOXOSconcept, che, dopo Matera, arriva alle Officine Cantelmo per tre giorni, da venerdì 25 a domenica 27, di concerti di musica elettroacustica e opere intermediali ad alto tasso di sperimentazione e innovatività, workshop e seminari con artisti affermati e giovani compositori.

Un obiettivo duplice quello del festival che, da un lato, intende rafforzare il gemellaggio culturale tra Puglia e Basilicata e, dall’altro, incoraggiare la produzione e la promozione della musica contemporanea, con particolare interesse verso la ricerca elettroacustica e l’utilizzo delle nuove tecnologie. Dal 2016, il festival propone, infatti, un concorso internazionale diviso in quattro categorie: composizione elettroacustica, composizione acusmatica, sound art e sonorizzazioni audiovisive.

La giuria internazionale, composta da docenti di composizione, compositori, artisti sonori, visivi e intermediali (Christopher Trapani, Ryoichi Kurokawa, Alessandro Cipriani, Manuela Rocha Iturbine, Hector Parra, Patricia Alessandrini, Carmine Emanuele Cella, Elzbieta Sikora, Seung-Won Oh, Laura Bianchini) ha selezionato le opere tra le oltre 350 candidature provenienti da 38 Paesi in giro per il mondo. Una novità dell’edizione 2021 è la sezione “MA/IN Italy”, all’interno del programma “Per Chi Crea”, che promuove le nuove tendenze musicali italiane under 35 e quest’anno accoglie la presentazione di “Organismo Aperto” di Giulio Colangelo e le esecuzioni del “Quartetto Maurice”.

Giulio Colangelo

Venerdì 25 si apre alle 20:30 con l’intervista a Francesco Giomi e la sua live performance Radioscapes con il suo Zumtrio nel quale il musicista e compositore (radio analogica e sintetizzatori) è affiancato da Francesco Canavese (chitarra elettrica) e Stefano Rapicavoli (batteria). Un progetto a cavallo tra struttura e improvvisazione, una natura fortemente “elettrica”, un’apertura a linguaggi e modalità di interazione diverse, una varietà espressiva con pochi confini. Dalle 22, Francesco Rizzo propone Diploid, un’opera digitale audiovisiva performativa per due schermi e sistema di diffusione del suono multicanale adattabile ad un qualsiasi numero di altoparlanti e a seguire, per la sezione Akousma curata da Francesco Rizzo (Sound direction) e Vincenzo Procino (light design), la prima italiana di Claustro, terza composizione di una serie di lavori di Nikos Stavropoulos che esplorano il microspazio sonoro, e N’Vi’ah di Joao Pedro Oliveira.

Sabato 26 prende il via alle 20:30 con un’intervista al Quartetto Maurice, quartetto d’archi formato da Georgia Privitera e Laura Bertolino (violino), Aline Privitera (violoncello) e Francesco Vernero (viola), che subito dopo, con Giulio Colangelo (electronics) propone le composizioni “Natura morta con fiamme di Fausto Romitelli” e “The 1987 Max Headroom Broadcast Incident” di Mauro Lanza. A seguire Amoeba, performance audiovisiva di Roberto Maqueda, Lorenzo Colombo e Fernando Manassero, una trama palpitante, densamente popolata da comunità di microrganismi audiovisivi, che si diffondono nello spazio. Dalle 22, per la sezione Akousma, la prima italiana di Perpetuum Mobile di Francis Dhomont e 30ha di Marin Escande.

Domenica 27, in apertura, alle 19:30, la presentazione del volume “Percorsi musicali del Novecento” di Giacomo Fronzi, pianista, critico musicale, collaboratore di Rai Radio3 e ricercatore di Estetica all’Università di Messina, pubblicato da Carocci. L’appassionante racconto proposto nel libro intende avvicinare la musica contemporanea ai suoi potenziali ascoltatori attraverso le storie di personaggi come Stockhausen, Gershwin, Berio, Xenakis, Takemitsu, Piazzolla o Sofija Gubajdulina. Dalle 21 al via le performance live con  Organismo Aperto No. 1 di Giulio Colangelo, Arctium Machina di Silvia Berrone e Guglielmo Diana, e, in prima italiana, Alone Together di Nathan Nokes, tutte eseguite dal Quartetto Maurice. Dopo l’opera audiovisiva Initial #1.0 di Isandro Ojeda, in partnership con il festival Mixtur di Barcellona, il festival si conclude, per la sezione Akousma, con la prima italiana di Adumbrations di David Q. Nguyen e Reverie di Leah Reid.

Quartetto Maurice

Nel corso delle tre serate, inoltre, le Officine Cantelmo ospitano le installazioni asumatiche Cecia project di Kosmas Giannoutakis, Blueprints of Eternity di Kyle Vanderburg, Anabasis di Francois Buffet, Screaming Trees di Alex Buck e Astérion di Rocio Cano Valino e le installazioni audiovisual Bodies Vs di Nicola Fumo Frattegiani, Kathodic Karma di Edwin Lucchesi e Adversarial Feelings di Francesco D’Abbraccio.

Sul sito www.mainfest.it il programma completo
biglietti acquistabili su Eventbrite: https://mainfestival.eventbrite.com