Chi dice Immacolata, dice “pettole”

Non possono mancare sulla tavolata dell'Immacolata e tutti devono assaggiarne una, "per devozione". La ricetta delle "pettole", portata natalizia per eccellenza.

Irresistibili, croccanti, gustose. C’è chi le ama dolci, o al vin cotto, chi le preferisce salate o naturali, calde, appena “tirate su” dalla padella di olio fritto. In alcune città di mare, le prime “cotte” si fanno già a novembre, in concomitanza con le prime pastorali natalizie, ma è il giorno dell’Immacolata che le golosissime “pettole” non possono mancare sulla tavola.

Per prepararle si può adoperare a piacere sia farina di grano tenero 00 o 0, sia, in ossequio alla tradizione, farina di semola di grano duro rimacinata, lievito di birra in ragione di 2 cubetti per ogni chilo di farina, acqua e sale. Amalgamate semplicemente il tutto in una ciotola sino a ottenere un impasto molto morbido che lascerete lievitare per almeno due ore in ambiente tiepido.

Prendete man mano dei pezzi di impasto con un cucchiaio o con le dita bagnate e friggeteli in olio da frittura bollente. L’impasto delle “pettole” potrà essere arricchito unendo all’impasto una salsina alla pizzaiola, costituita da pomodori pelati, capperi, origano e alici. Oppure si potranno inglobare all’impasto pezzetti di baccalà ammollato, lampascioni lessati, gamberi sgusciati, latterini (minoscia), broccoli di rape lessate, ricotta, etc.

Si possono anche preparare in versione semi dolce unendo all’impasto uva passa, gherigli di noci e mandorle spellate, il tutto preventivamente ammollato in acqua tiepida. Quelle semplici e quelle semi dolci si mangiano generalmente inzuppate nel mosto cotto, nel cotto di fichi o nel miele.