Carolina Bubbico e il tango del Tornar

Carolina Bubbico in uno scatto di Ilenia Tesoro

Volver, in italiano, si dice Tornar. E fin qui, tutto torna. Quel che invece accade nella traduzione di un intero mondo, di una musica che è anche un modo di vivere, è tutt’altra faccenda, ben più complessa.
Si è cimentata in quest’avventura Carolina Bubbico, eclettica interprete, arrangiatrice e questa volta anche traduttrice, alle prese con il celebre tango di quel cantante, attore e compositore francese, personaggio quasi mitologico, che risponde al nome di Carlos Gardel.

La canzone in questione, tra l’altro, è già ben nota al grande pubblico per essere stata la colonna sonora dell’omonimo film di Pedro Almodovar.
Fatto sta che la musicista e cantante salentina ha composto e adattato il testo originale in lingua italiana, ispirandosi in parte ai versi originali, per poi ripensarla in musica attraverso il filtro del suo stile personale e della sua cifra artistica, impreziosendone note e parole.

Una piccola chicca, un brano che anticipa l’uscita del suo terzo disco, dopo l’estate, ed ennesimo tassello di una carriera sbocciata nel 2011 in solo, con la sua “One girl band”, decollata poi con la colonna sonora per il film Rai “L’amore è imperfetto”  e approdata sul prestigioso palco di Sanremo in veste di arrangiatrice e direttrice d’orchestra. A tutto ciò, infine, si aggiunge un videoclip realizzato insieme al fratello, Filippo, che ha curato, oltre al mix e al mastering dell’audio, le riprese e la post produzione. Non resta che immergersi in questa eterea e surreale solitaria danza tra gli ulivi, ricordandosi che “a vent’anni sono stata da una febbre rapita. Ti chiamo, tu voltati”.