Cantiere aperto per il restauro della statua di Achille De Lucrezi

De Luca: "ci è venuta incontro emergendo dalla semioscurità della chiesa, prigioniera nella struttura lignea che la protegge dalla quale chiedeva di essere liberata".

La statua dell'Allegoria di Terra d'Otranto opera di De Lucrezi

Sostenibilità, pratica artigianale e tecnologia avanzata, sono i cardini concettuali intorno ai quali ruota la ricerca del designer Francesco Spada che approda negli spazi di San Francesco della Scarpa di Lecce con la mostra “Home Landscape”. La collezione, realizzata con Level Project, realtà imprenditoriale di spicco nel panorama dell’arredo contract, si inaugura venerdì 23 dalle 18 alle 21 e sarà visitabile fino al 10 gennaio del prossimo anno.

Gli ambienti del prezioso edificio sacro della Provincia di Lecce, nel cuore della città si aprono così al design rinforzando quello che è ormai il claim del Polo biblio-museale di Lecce “L’antico è contemporaneo”. Esposizione e progetto hanno anche portato, grazie alla sensibilità del titolare di Level Project Pasquale Apollonio, all’apertura del cantiere di restauro di una delle opere di Achille De Lucrezi, la grande statua in cartapesta “Allegoria della Terra d’Otranto”. Luigi De Luca, direttore del Polo biblio-museale di Lecce ne illustra in questo contributo la valenza storica, il virtuoso connubio tra pubblico e privato, e l’essenza contemporanea del fare artigianale.

Era il 1889, Lecce si preparava ad accogliere il re Umberto I.

Per l’occasione fu affidato alla bottega di Achille De Lucrezi, uno dei maestri della cartapesta Leccese, l’incarico di realizzare una grande scultura che avrebbe dovuto accogliere l’arrivo del re. Fu deciso di raffigurare per l’occasione l’allegoria della Provincia di Terra d’Otranto nelle vesti di una donna dalla bellezza italica.

Il risultato fu un’imponente statua dalle fattezze femminili e perfette forme classiche. Quest’opera doveva dimostrare la perizia e l’arte dei maestri cartapestai leccesi nel plasmare la perfezione delle forme con materiali umili come la carta, il ferro, il legno, il crine.

Le grandi dimensioni della scultura, fecero sì che venisse, dopo questo evento, ricoverata presso gli ambienti del Convitto Palmieri, dove vi rimase per molti anni.

Sottrarla all’oblio era nelle nostre intenzioni sin da quando abbiamo iniziato ad occuparci della biblioteca Bernardini e dell’allestimento della Fabbrica delle parole.

Con l’inizio dell’allestimento del Museo si è reso necessario trasferire la statua negli spazi di San Francesco della Scarpa.

Le cose non accadono mai per caso.

Quando con Pasquale Apollonio e Francesco Spada abbiamo visitato San Francesco per ragionare del progetto espositivo Home Landscape, l’allegoria ci è venuta quasi incontro emergendo dalla semioscurità della chiesa, prigioniera nella struttura lignea che la protegge dalla quale chiedeva di essere liberata.

Come dico spesso il museo non è una fabbrica di eventi ma un generatore di relazioni. Dall’incontro con Level Project nasce l’idea di avviare nel contesto di Home Landscape il recupero della statua e la sua restituzione alla collettività e alla sua originaria dignità.

Non si tratta solo di un restauro, ma del recupero, da un lato, dell’immagine e dell’istituzione di cui l’opera è espressione e, dall’altro, del racconto di un saper fare artigiano ed artistico che nessun processo industriale potrà mai sostituire.

Una tradizione di tecniche produttive e di materiali che è locale ed universale, antica e contemporanea nello stesso tempo.

In questo rapporto tra la territorialità delle pratiche artigiane e dei materiali e l’universalità di una visione del mondo che poggia sulla sostenibilità di cui sempre di più il design si fa interprete, poggia il senso dell’intero progetto frutto dell’incontro tra una istituzione culturale e una impresa.

In realtà ciò che andrà in scena negli spazi di San Francesco della Scarpa è più di una mostra. È la rappresentazione della trasformazione di una giovane impresa da fabbrica di prodotti a fabbrica di senso, fabbrica di relazioni insieme locali e globali, antiche e futuribili. Una nuova visione dell’abitare e vivere insieme la casa e il mondo basata sulla sostenibilità dei materiali e sull’etica dei processi produttivi.

In questa prospettiva il design di Francesco Spada si traduce nella ricerca di una perduta armonia tra l’uomo e la natura; ricerca che lo conduce in una sorta di esilio volontario che spazia dall’ Amazzonia all’India, al nord Africa, alla ricerca di nuovi paesaggi naturali e culturali che ridiano senso alla presenza dell’uomo sulla terra.

Di tutto questo parla il progetto Home Landscape insieme alla restituzione all’allegoria della Provincia di Terra d’Otranto della sua grazia originaria.

Luigi De Luca Direttore Polo biblio-museale di Lecce