Alzati che si sta alzando… il “Coro a Coro” della canzone popolare

Una fisarmonica, un violoncello e… 34 donne. È “La canzone popolare” di Ivan Fossati, reinterpretata nella versione ai tempi del Covid19 e riletta da Rachele Andrioli, Rocco Nigro e Redi Hasa.

A dirigere il particolare coro tutto al femminile, ognuna dalla propria casa e in “formato zoom” come ormai ci hanno abituato questi tempi, è Rachele Andrioli, nel video da oggi disponibile su YouTube, rigorosamente al centro dello schermo e affiancata dalla fisarmonica di Rocco Nigro e il suadente violoncello di Redi Hasa.

Il brano del cantante genovese è stato presentato in anteprima nel format di #Seiacasa, del Sei – Sud est indipendente, Festival pugliese ideato, prodotto e promosso da Coolclub in occasione della giornata per la Festa della Liberazione, ed è il frutto del progetto “Coro a coro”.

Un ensemble particolare, nato tra Nardò e Presicce e Lecce, pensato per donne che cantano. Tutte le donne che “cantano, che amano cantare, per donne che non cantano ma vorrebbero farlo, per donne che amano la musica e desiderano conoscerla più da vicino”.

“Nella canzone popolare risiede la chiave di comprensione che ci permette di trovare lo stimolo a reagire”, spiega Rachele Andrioli che racconta anche come la forza di questo “cerchio magico femminile”, proprio in questo periodo sprigioni la sua particolare energia.

Tra i tanti brani, poco prima della pandemia, abbiamo affrontato ‘Todo cambia’ di Mercedes Sosa, anche questo da me arrangiato per tre voci in stile popolare, il cui titolo è diventato il nostro motto. Guarda caso oggi, in questa quarantena piena di speranza, si rivela quasi profetica e allo stesso tempo l’occasione per canticchiarla ed esorcizzare l’attuale e delicata situazione”.

La forza e l’energia che “La canzone popolare” emana da sempre è indiscutibile. Più volte scelta per animare le piazze per la sua carica coinvolgente e il potere di trasmettere i valori di una comunità unita, positiva e propositiva. Anche in questa versione di “coro a distanza” diventa “un piccolo argine dove la musica costruisce ponti, accoglie, include, lenisce”.