Tracce di memoria e trasformazione

La ricerca artistica di Giacomo De Luca al MUST di Lecce fino al 18 maggio

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Il corpo come archivio vivente, come linguaggio e come reliquia: è da questa tensione che nasce la ricerca artistica di Giacomo De Luca che espone “Il corpo reliquia. Ciò che resta dell’uovo tra resistenza, archivio e spiritualità nel contemporaneo” negli spazi del MUST, il Museo storico della Città di Lecce, eccezionalmente nella sala Marianna Elmo, nel programma di “Paesaggi Mediterranei” di Lecce Contemporanea Mediterranea.

Un approccio radicalmente transdisciplinare intreccia danza, arti visive e performance. Al centro della ricerca il corpo, inteso come archivio vivente capace di conservare esperienze e sensazioni e che può esprimere emozioni, memoria e spiritualità. Le opere si configurano come vere e proprie esperienze immersive, in cui il movimento diventa linguaggio e strumento di indagine sull’essere umano contemporaneo.

Uno degli elementi principali è l’uovo: una forma perfetta, chiusa e fragile, che richiama l’idea di origine e di mistero. L’uovo è allo stesso tempo contenitore e contenuto, qualcosa che custodisce un significato profondo finché resta intatto. Nelle opere dell’artista sembra che questo mistero venga continuamente esplorato e portato alla luce. In alcuni lavori, uova non fecondate vengono sottoposte a processi di purificazione e poi aperte e svuotate, attraverso gesti ripetuti e quasi rituali.

Originario di Lecce, classe 1999, De Luca è un artista contemporaneo attivo a livello internazionale come danzatore, coreografo, performer e artista visivo. Formatosi all’Accademia del Teatro alla Scala e in diversi centri europei tra Svizzera, Olanda e Belgio, ha partecipato a importanti contesti come la Biennale di Venezia, la Triennale di Milano e progetti con Troubleyn Antwerp.

La mostra a Lecce è la prima personale in Italia, curata dall’artista insieme con Cesare Biasini Selvaggi e Matteo Scabeni, e promossa da Bcc Leverano, nell’ambito dell’inserimento di De Luca, unico artista a rappresentare il Salento, nella mappatura internazionale “Futuri Emergenti Italiani” (under 35) dell’arte contemporanea 2026.

Tra le opere esposte, “Corpus Denim” trasforma un paio di jeans in una sorta di reliquia contemporanea, ricoperta da un mosaico di gusci d’uovo, mentre “L’Accademico” rielabora indumenti legati alla formazione di De Luca come danzatore, come scarpette e abiti di scena, trasformandoli in tracce di memoria e sacrificio. In “Purificazione”, una videoinstallazione in loop, il gesto ripetuto della pulizia dei gusci diventa un rituale ipnotico e meditativo.

Accanto alle sculture, compaiono anche elementi sonori e performativi, come i fischietti in terracotta che imitano il canto degli uccelli, creando un legame tra corpo, respiro e ambiente. Temi come vita, morte e trasformazione emergono come elementi centrali di una riflessione critica sulla società contemporanea. La mostra è visitabile fino al 28 maggio, dal martedì alla domenica, dalle 9 alle 21 (chiuso il lunedì).

 (Federica Tasco)


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