Sogni, desideri, progetti di una Lecce antica nella memoria della carta

Nell'Archivio storico del Comune di Lecce - Nato nel 1897 per volontà del sindaco Giuseppe Pellegrino e grazie al lavoro di Luigi Botrugno, Lecce costituisce un patrimonio di memoria collettiva di valore inestimabile.

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Nato nel 1897 per volontà del sindaco Giuseppe Pellegrino e grazie al lavoro di Luigi Botrugno, l’Archivio Storico della Città di Lecce costituisce un patrimonio di memoria collettiva di valore inestimabile. Centinaia di atti, deliberazioni, conti, ruoli, registri di atti di nascita che raccontano la vita minima e profonda sociale e culturale, custoditi nel complesso degli Agostiniani. Costole dell’archivio, una mostra documentale e un’installazione immersiva nel teatrino olografico.

 

“Alt! Viaggiatori volete mangiar bene? Recatevi al Gatto Nero dove troverete l’economia della tasca ed il benessere del vostro stomaco”. Non andò bene a Francesco Pizzileo nel 1933, la Commissione comunale emise parere contrario alla “reclame” per la sua attività, disegnata nei dettagli nella richiesta di autorizzazione. Dipinto ad acquerello azzurro tra le linee precise delle sezioni, anche il prospetto Liberty di Alvino, dell’ottobre 1931. Liberty come la celebre tettoia del mercato coperto di piazza delle Erbe del 1899 che presto sarà restituita alla città. Ancora, la vetrina della pellicceria Campobasso, nel progetto tratteggiato a carboncino dei primi del Novecento. Le tavole sui pannelli al primo piano dell’ex convento degli Agostiniani di Lecce, sono i passi di un racconto poetico e malinconico di una città che non esiste più o della quale resta qualche eco lontana. Una pianta urbanistica del 1923, gli affreschi della Sala consiliare di Palazzo Carafa, la disposizione delle statue nella Villa Comunale, il rifacimento di piazza Sant’Oronzo e l’impianto di luce elettrica, il cinema Ariston-Fiamma che non esiste più, la tramvia da Lecce a San Cataldo, il progetto del teatro Apollo, l’inaugurazione del Politeama Greco con l’Aida.

 


Ma anche una Lecce che non è mai esistita: il progetto di uno stadio vicino viale Grassi e l’arena per il cinema nella Villa Garibaldi. Un tessuto a maglie larghe che non è fatto di eventi determinanti che si trovano sui libri di Storia, ma di minute abitudini, di correnti di pensiero, di decoro urbano, di richieste e progetti, di proprietà e provvedimenti, del costume di un tempo lontano, di persone comuni, cittadini, commercianti, famiglie. L’esposizione, permanente e in continua trasformazione, è un dono fatto alla comunità dai tecnici dell’Archivio Storico della Città di Lecce, trasferito nel complesso monumentale degli Agostiniani nel 2025 grazie al progetto “L’archivio e la città”, e dopo aver occupato diverse sedi nei secoli, dall’ex Convento degli Olivetani al Castello Carlo V, dall’Istituto Margherita e in ultimo perfino in un deposito nel rione Castromediano di Cavallino. Una piccola, se si pensa alla mole di carta archiviata, restituzione, costola dell’imponente patrimonio che definisce la vita amministrativa, sociale e culturale dall’Ottocento fino agli anni Ottanta del Novecento.

 


Registri e fascicoli del Comune riordinati, revisionati e inventariati in un puntuale lavoro durato mesi e destinato a non interrompersi, custoditi nelle stanze con gli scaffali compattabili a cui si può accedere per le proprie ricerche. Un corpus che si compone di un fondo già inventariato negli anni Ottanta e di carte prive di fascicolazione, rinvenute di recente. Una sorta di affascinante terra straniera per gli archivisti chiamati a rintracciare, come archeologi, una memoria più effimera, qualcosa che magari nessuno sa ancora. Il documento più antico esposto è l’epigrafe in pietra del 1738, primo segno dell’esistenza di un archivio della città. Ma il più prezioso è il celebre “Libro Rosso”, una delle due copie ottocentesche dell’originale custodito a Napoli e andato perduto in un incendio durante la Seconda guerra mondiale (l’altro è all’Archivio di Stato). In esso sono raccolti atti e pergamene dal 1510 al 1806, editti, privilegi stabiliti da Maria d’Enghien, testamenti, memorie civiche, donazioni. Organismo vivo e multiforme, memoria della città, l’Archivio Storico è oggi al cospetto del futuro, con la scomparsa della carta e l’affermarsi del digitale. Difficile non sentire una fitta al cuore per la perdita di un certo valore, ma il mondo è destinato ad andare in avanti, così come la Storia, mutevoli per loro natura, nonostante l’essere umano.

(Jessica Niglio) 

 

DOVE SI TROVA

L’Archivio Storico si trova nel complesso dell’ex convento degli Agostiniani, su viale Michele De Pietro, all’angolo con via Ugo Foscolo.

INFO E CONTATTI

L’Archivio Storico ha un sito ricco di informazioni, permette di sfogliare digitalmente il Libro Rosso, e ha una sezione virtuale dove reperire altri documenti. È aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e martedì anche dalle 15.30 alle 17. Info: 0832/682109, archiviostorico.comune.lecce.it

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