Santi, serpenti e rebetiko: chiude la rassegna sulla collina di Vereto
Gli incontri culturali con Piergiorgio Giacchè, Eugenio Imbriani e Vincenzo Santoro e il concerto di Evì Evàn, sono gli ultimi appuntamenti di "Vespri a Vereto" a Patù

Si avvia alla conclusione “Vespri a Vereto. A Sud del Sud… dei Santi”, la rassegna a cura di Archeorete del Mediterraneo che nei mesi primaverili ha guidato un folto numero di persone nel cuore del patrimonio culturale di Patù, la risorsa più preziosa di tutto il territorio del Capo di Leuca con una articolata proposta, tra concerti “al calar del sole”, visite guidate a tema archeologico, aperture di luoghi solitamente chiusi, come la chiesa della Madonna di Vereto, e altre iniziative.
La rassegna si inserisce nel progetto di rigenerazione culturale di Patù e Morciano di Leuca Storie Meridiane, che rende protagoniste le comunità nel processo di valorizzazione della propria ricchezza, tangibile e intangibile, fatta anche di storie, riti, miti e tradizioni.
È un po’ questo lo spirito di “Vespri a Vereto”, come spiega Antonio De Marco di Archeorete del Mediterraneo: “una festa di comunità nella quale l’arte, la musica, l’antropologia, l’archeologia, i riti, siano il fondamentale “pretesto” culturale per rivolgersi in primo luogo alle comunità locali quali attori principali del processo di valorizzazione da far confluire in una proposta di offerta turistico-culturale sostenibile, anche destagionalizzata”.

La parte finale è dedicata agli incontri culturali, tre appuntamenti per riflettere su cosa vuole essere nel presente e nel futuro l’estremo lembo del Salento, quel “sud del Sud” che Carmelo Bene definiva il luogo del “depensamento”, dove il pensiero “si spensiera”, se può ancora dirsi un territorio dove le visioni e i sogni possono rappresentare nuove prospettive di sviluppo.
A partire da questa definizione che domenica 21 giugno, a Patù, Palazzo Romano, Piergiorgio Giacchè, antropologo del teatro e collaboratore dell’attore salentino, tiene la lectio “Bene dire il Sud”. Il giorno successivo, lunedì 22, nella chiesa di San Giovanni Battista è in programma “Santi d’estate”, una riflessione sul ruolo che i riti hanno oggi nelle comunità salentine con l’antropologo Eugenio Imbriani. Chiude il ciclo Vincenzo Santoro, responsabile cultura dell’Anci, che venerdì 26 giugno nella Chiesa della Madonna di Vereto dove è conservato un affresco di San Paolo, una delle rappresentazioni più antiche dell’iconografia paolina del Salento, tiene un approfondimento sul dipinto e i suoi collegamenti con il culto paolino diffuso nel Mediterraneo.

Dalle periferie e dai porti della Grecia e dell’Asia minore arrivano i suoni che Evi Evan e il suo quartetto rebetiko portano sulla collina di Vereto sabato 27 giugno, per l’appuntamento che chiude la rassegna, come per tutte le date, al calar del sole. Definito il “fado” del mediterraneo il rebetiko è patrimonio immateriale Unesco, un genere che condensa il dolore e la voglia di vivere, nata negli ambienti proletari tra fine Ottocento e inizio Novecento, che espimeva le sofferenze delle classi povere della città. È un ritmo che in Italia è stato esplorato e diffuso da Vinicio Capossela che, tra l’altro, conosce molto bene la collina di Vereto e tutto il Capo di Leuca. Il cantautore quest’anno festeggia il 30esimo compleanno del suo album "Il ballo di san Vito" che contiene la celebre title track, fotografia di una notte infuocata dalle danze di San Rocco a Torre Paduli.
La foto della chiesa di San Giovanni Battista di Patù è di Noemi De Vitis.









