Rallentare, per lasciarsi cogliere dallo stupore
Con il Festival Kalós, da venerdì 8 a domenica 10, Lecce si trasforma in itinerario sensoriale sulla bellezza, in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi

In giro per la città “A piedi scalzi e occhi aperti”. Il claim della prima edizione del Festival Kalós vuole essere un invito a rallentare, in un tempo scandito dal rumore e dalla fretta, per riscoprire la bellezza come cammino umano e spirituale. Da venerdì 8 a domenica 10, il cuore di Lecce si trasforma in un itinerario sensoriale dove il significato della bellezza, grazie a workshop e laboratori dedicati, viene declinato attraverso i cinque sensi, seguendo l’intuizione di San Francesco d’Assisi: riconoscere nel creato un riflesso del bene. L’iniziativa a cura della Provincia dei Frati Minori del Salento, insieme all’Arcidiocesi e al Comune di Lecce, coinvolge la Rete francescana della bellezza in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco, con un programma rivolto a tutti: famiglie, giovani, adulti e studenti.
Il percorso, seguendo i cinque sensi, si articola in: “lo sguardo dello stupore”, che si apre alla contemplazione attraverso mostre, proiezioni e itinerari, dove la città stessa si fa tela. Dalla mostra fotografica internazionale dedicata al Cantico delle creature alle sculture in legno d’ulivo. “Ascoltare il canto dell’anima”, dove momenti di preghiera, laboratori sulla parola nel silenzio monastico, teatro e musica popolare restituiscono al suono la sua dimensione originaria di risonanza interiore. “Curare con le mani e il cuore”, esperienze di servizio e volontariato: mensa della Caritas, visite carcerarie e iniziative di sostenibilità ambientale con Plasticfree e Laudato si’. “Il profumo dei saperi locali”, guida verso i saperi e i sapori della terra: laboratori artigianali, panificazioni, mercati contadini. Infine, “il sapore della fraternità” rafforza i legami comunitari attraverso attività sportive, laboratori di cittadinanza attiva e momenti di convivialità. Uno degli elementi più vitali del festival è la pluralità delle voci coinvolte. Durante la serata del 9 maggio, con Kalispera, in piazza Duomo, musica, narrazione e testimonianze si fondono in un racconto corale della bellezza possibile. Accanto agli artisti, realtà come Made in carcere, Slow Food e Libera portano esperienze in cui la bellezza non è evasione, ma risposta concreta alle fragilità del presente.
“Questo centenario ci sta
sorprendendo: è uscito dai nostri ambiti diventando qualcosa che riguarda tutta
la comunità civile. Abbiamo scelto di stare nelle piazze per raggiungere quante
più persone possibile”, dichiara Fra Massimo Tunno, ministro provinciale
dei Frati Minori.
Il coordinatore del progetto, fra Francesco Zecca, aggiunge: “il senso è quello
di una bellezza diffusa per tutta la città. Vogliamo aprire gli occhi sulla
bellezza che quotidianamente tante associazioni costruiscono a livello sociale,
civico e ambientale”.
Si conclude domenica 10 maggio con Kalós in festa, celebrazione corale della
fraternità che rappresenta un rilancio, non una fine. Kalós lascia in eredità
una domanda che continua a risuonare oltre i tre giorni dell’evento: è ancora
possibile educarsi alla bellezza, in un tempo che tende a consumarla? La
risposta è affidata a una scelta personale e collettiva: tornare a guardare con
attenzione, ad ascoltare con profondità, a vivere con maggiore responsabilità.
Info e programma completo: francescanikalos.it









