La Puglia rinasce dopo la Xylella
Il 4 dicembre ai Cantieri Teatrali Koreja un percorso tra riflessioni, sapori e arte

Una Puglia che rinasce dalle sue ferite, resiste e si trasforma. Il 4 dicembre, ai Cantieri Teatrali Koreja di Lecce si svolge “La Puglia tra memoria e futuro: la bellezza che resiste”, ultima tappa del Teatro dei luoghi, che unisce riflessione, gusto e spettacolo, trasfomando la ferita profonda della Xylella in un racconto collettivo.
“La Puglia che emerge da questo racconto non è solo un luogo ferito che prova a guarire: è un laboratorio di futuro, capace di attrarre chi cerca non soltanto la bellezza dei paesaggi, ma anche le storie vive che quei paesaggi custodiscono”, spiega Salvatore Tramacere, direttore artistico del Festival.
Si inizia alle 17.30 con il convegno “Il paesaggio cambiato: dalla ferita alla rinascita”,momento in cui agronomi, architetti, operatori turistici, giornalisti, amministratori e artisti si confrontano per riflettere sul nuovo volto della regione a seguito della scomparsa di milioni di ulivi. Intervengono nel dibattito Edoardo Winspeare (regista), Stefano Martella (giornalista e scrittore), Luigi Coppola (artista e agroecologo, parte del collettivo Casa delle Agriculture), Giorgio Ruggeri (giornalista e operatore culturale) e Chiara Paladini (imprenditrice e ricercatrice universitaria) facendo il punto su come comunità, imprese e creativi reagiscano alla perdita di un elemento simbolico per il territorio, che si orienta verso nuovi linguaggi, colori e profumi.
Alle 19.30 si prosegue con “L’olio nuovo della rinascita”, una degustazione in partnership con la Cooperativa Espera, dove produttori del territorio presentano oli extravergini ottenuti da cultivar come Favolosa e Leccino e raccontano nuove pratiche agronomiche sostenibili che oggi alimentano l’olivicontura pugliese. Durante l’esperienza sensoriale e immerisva, l’olio si offre non solo come eccellenza gastronomica, ma come elemento di ripartenza.

Si conclude alle 20.45 con lo spettacolo teatrale X di Xylella, Bibbia e Alberi Sacri, diretto da Gabriele Vacis e in collaborazione con Potenziali Evocati Multimediali (L’incasso è devoluto all’impianto di nuovi ulivi). Sul palco Chiara Dello Iacovo, Luna Maggio, Emanuela Pisicchio, Kyara Russo Maria Tucci e Andjelka Vulic che, incarnando gli ulivi, narrano il dramma del batterio che diventa una metafora di fragilità, ma anche di forza e resistenza, evocando spiritualità.
“La narrazione, intensa e allegorica, associa la devastazione del batterio a un dolore più vasto, anche umano”, conclude Tramacere, “qui la Xylella si fa metafora delle sofferenze interiori, di quelle ferite invisibili che consumano dall’interno, prima di rendersi manifeste. Gli ulivi, come le donne evocate sul palco, attraversano la fragilità, resistono, raccontano storie e cercano nuova linfa. Il racconto unisce spiritualità e attualità, storia e cronaca, offrendo una chiave di lettura potente su ciò che la Puglia ha vissuto e continua a vivere”.
(Arianna Agrosí)









