Sei qui: Prima Pagina » Salento news » Salento da salvare » Madre terra e armonia salentina
Salento da salvare

Madre terra e armonia salentina

Le Veneri di Parabita
- A +   stampa  

 

Erano impastate di terra, irriconoscibili. Neppure dieci centimetri per ognuna. Ma quando Pippi Piscopo, nel 1965, le trovò, all’ingresso della Grotta, e le prese tra le mani, pensò che, no, non potevano essere un oggetto qualsiasi.

Le statuette delle Veneri sono il ritrovamento più straordinario di Parabita, uno dei più significativi della storia dell’intero Salento. Due ossi di cavallo che restituiscono l’immagine di quella che era la bellezza paleolitica. Alta 9 centimetri la prima, poco più di 6 la seconda. L’una con il ventre gravido e i grandi seni pronunciati, l’altra con la pancia piatta e la forma affusolata. Entrambe con le mani giunte sotto il grembo. Strano, stranissimo. Tutte le altre Veneri d’Europa sono diverse.

Solo quelle dei lontani Urali, nella sperduta Russia, avevano somiglianza. Forse non ci fu contaminazione tra i due popoli. Però ci potrebbe essere stato un gusto comune. Dea della fertilità, madre terra, più semplicemente memoria di armonia atavica. Chi può dirlo. Le Veneri racchiudono ancora questo segreto, custodite nel Museo Archeologico di Taranto. E lo ripetono, lo moltiplicano, con un calco, a Maglie, nel Museo Civico di Paleontologia e Paletnologia dedicato a Decio De Lorentiis. (Tiziana Colluto)

LEGGI L'INCHIESTA SUL PARCO DI PARABITA

(maggio 2012)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

   

 

sabato 25 maggio 2013
 
 
 
 
quiSalento/Guitar srl Lecce
P.Iva 03297550752
Su di noi
Il progetto
Mappa del sito
Redazione quiSalento
Lavora con quiSalento
Abbonati a quiSalento
quiSalento virtual tour 3D
Note legali
Informazioni legali
Termini e condizioni del servizio
Privacy
Assistenza
Aiuto
Rss / xml
Impostazioni consigliate
Informazioni
Credits
Partner
Link amici
La tua pubblicità su quiSalento
Powered by Gosystem