A Sara e alle altre/Don Tonino, umanità fuori dalle regole
Il don Tonino Bello che ti aspetti, quello fuori dalle regole, lontano dalle citazioni bibliche ripetute senza convinzione, c’è tutto, ma nel piccolo volume “A Sara e alle altre donne”, ecco anche un don Tonino ironico, sarcastico e disarmante, che si rivolge alle donne della Bibbia attraverso delle vere e proprie lettere e il cui messaggio arriva dritto anche al più laico dei cuori, molto, molto più forte di un’omelia da un pulpito.
Le donne che nei testi sacri sono “solo” madri, figlie o sorelle di qualcuno non sono qui enfatizzate, irraggiungibili e straordinarie. Sono poco conosciute, defilate ai margini degli eventi biblici tutti maschili, alcune, addirittura senza nome, non tutte brave, non tutte buone come non lo fu Sara, la moglie di Mosè che nel momento in cui vide Ismaele, figlio illegittimo di Mosè, giocare insieme a suo figlio Isacco, allontanò lui e la madre perché ebbe, dice don Tonino, “la grande intuizione nascosta sotto il tuo deprecabile gesto di gelosia. Nessuno ha capito meglio di te che gli uomini, giocando insieme, diventano fratelli”.
Anche da lei, don Tonino tira fuori bellezza e insegnamento, riconoscendole intelligenza seppur non a fin di bene. E poi Myriam, “la figlia di Iefte”, Rizpa alla quale scrive che nel repertorio di Sting c’è una canzone che sembra ispirata proprio alla sua storia di madre coraggio: piantata giorno e notte sotto il patibolo dei propri figli, dando così vita al “più rivoluzionario stile di denuncia nonviolenta che la storia possa registrare”. Il tono è confidenziale, come se ognuna di queste donne ricevesse la sua lettera in una delle periferie degradate delle città di oggi, in un villaggio africano abitato dalla fame e dalla guerra o, addirittura, appena scesa da un barcone di clandestini in fuga dall’orrore.
Da qui, dai giorni nostri in cui le donne continuano a fare la propria parte senza che questa sia riconosciuta, don Tonino chiede al saggio Salomone (che mise fine alla lite tra due prostitute mentre si contendevano un neonato ordinando di tagliarlo in due) “ti sarei oltremodo riconoscente se, consultato il casellario del tuo tribunale o i verbali della Buoncostume di Gerusalemme, mi potessi fornire gli estremi di queste due depravate creature, una delle quali, però, mi sembra umanamente più eccezionale di tutte le altre blasonate sanguisughe che ti stavano appresso”. E così, almeno per una volta, la saggezza salomonica fu oscurata dall’infinito amore materno.
Don Tonino Bello, A Sara e alle altre donne, pp. 53, euro 7, edizioni la meridiana, Molfetta 2012.
(maggio 2012)
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