Un paese dal cuore antico
A metà tra la fine della terra e l'inizio del giorno, con il gallo fermo e deciso a pestare il male sullo stemma civico, sorge Gagliano del Capo (5.500 abitanti). Nota per il singolare fiordo del Ciolo, Gagliano ha anche un cuore antico affascinante, legato alle vicende dei feudatari che ne caratterizzarono il volto, con mura fortificate e castello, ma anche per la sua gente laboriosa e paziente, doti per le quali i vicini li appellano "ventri janchi", come quelle degli infaticabili asini.
Muretti a secco, viti e ulivi sui terrazzamenti della Serra dei Cianci delimitano le strade per il centro, dove invece è tutto al piano. In piazza Immacolata la cappella dell'antica confraternita fa compagnia alla colonna dell'Immacolata eretta nel 1825, secondo monumento simbolo del paese, coetaneo del primo, la colonna di San Rocco, messa di fronte per una scelta urbanistica che li volle ai capi opposti di corso Umberto I. Alto sul piedistallo, il santo confessore invocato contro la peste è patrono di Gagliano dal 1779, quando andò in sogno a un popolano, ed è festeggiato il 16 agosto.
Alle sue spalle, tra il campanile e la torre dell'orologio, vi è la chiesa matrice; di quella preesistente dedicata a San Nicola e di rito greco, resta una statua in bassorilievo del vescovo di Mira, inglobata nella nuova facciata. Accanto vi è palazzo Ciardo in cui nacque e morì il pittore Vincenzo Ciardo (1894-1970), l'artista considerato un innovatore nella rappresentazione del paesaggio italiano. L'edificio conserva, del divelto castello baronale, un torrione visibile dal vicoletto tra la chiesa e il palazzo, che oggi ospita la piccola cappella dell'oratorio, mentre in altre stanze trovano sede la biblioteca e gli uffici parrocchiali.
Il centro storico incasella piccoli abituri, imponenti palazzi e case in architettura tipicamente tardomedievale che valgono bene una lenta e attenta passeggiata, con passi consapevoli di calpestare un rosario invisibile di frantoi ipogei, posti uno accanto all'altro, di cui molti comunicanti.
Da vedere anche la seicentesca chiesa di San Francesco da Paola, nella periferica piazzetta dei Trinitari, edificata sulle fondamenta di una più antica che in rito greco teneva a Sant'Elia, nell'antico casale di Prusano. Il pulpito ligneo, d'antica e minuziosa arte "chinesèrie", è tra gli elementi di maggior pregio della chiesa, insieme al pavimento maiolicato e al reliquiario argenteo di San Francesco.
Gagliano del Capo dista da Lecce 64 chilometri. Il suo mare è il Ciolo, a 3 chilometri. Santa Maria di Leuca si trova a 3 chilometri.
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