Scorre anche un ruscello
lungo i canaloni di Salve
Lo sapevate che nellarso Salento scorre ancora un ruscello?
Fra i canaloni di Salve, un ambiente ancora incontaminato nonostante
la crescente pressione umana soprattutto sulla costa, lacqua
dolce sorgiva scorre lungo il Canale Fano per poi riversarsi in
mare. Lescursione fra i Fani e la Palombara permette di
scoprire uno degli ambienti naturali di maggiore suggestione nella
parte meridionale del Salento. Qui ci troviamo ai margini delle
Serre Salentine, in unarea a metà tra Ugento e Santa
Maria di Leuca. Circa 10 milioni di anni fa, in seguito ad un
abbassamento della piattaforma cretacea si crearono gli alvei
di due canali che sono stati poi caratterizzati da un articolato
fenomeno di erosione della roccia calcarea. La morfologia dellarea
può essere divisa in tre tratti: due distinte gole superiori
a nord caratterizzate da ripidi terrazzamenti dove trovano collocazione
secolari alberi dulivo; un tratto centrale tra ripide pareti
a balze, caratterizzato da enormi canneti e alla fine del quale
laffluente Taiano si immette sul corso principale,
e il tratto costiero pianeggiante fino al mare, che degrada fino
alle dune e alla lunghissima spiaggia delle Pescoluse.
Si parte dalla spiaggia di Pescoluse, percorrendo il tratto semi-paludoso
dietro le dune che proteggono lentroterra dal mare e dai
venti. Si imbocca poi il Canale del Fano e si prosegue a percorrerlo
nella stessa direzione per circa tre-quattro chilometri fino ad
arrivare alla Masseria Fano. La presenza nei canali naturali di
sorgenti e polle dacqua che alimentano piccoli corsi dacqua
perenni, uno dei pochissimi casi nel Basso Salento, è senzaltro
uno dei motivi per cui il sito è stato frequentato fin
dalletà del Bronzo. In epoche meno remote vi hanno
lasciato tracce monaci basiliani, vista la presenza lungo il fianco
del Canale Fano di alcune piccole grotte scavate nella roccia
nelle quali ancora oggi è possibile vedere labili tracce
di affreschi. Nella parte iniziale si possono ammirare monumentali
alberi di noce mentre non è raro scorgere orchidee selvatiche.
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Più avanti è possibile notare la presenza di piante
rarissime nel Salento come lIris unguicularis e il Vitex agnus-castus,
mentre i costoni sono coperti da gariga a cisti e lentisco.
La masseria Fano domina lintera zona e offre una vista panoramica
per tutta larea. A circa 70 metri sul livello del mare, la
masseria si è sviluppata in diverse epoche intorno ad una
torre costruita nel 1577. Qui si trova uno dei siti archeologici
più interessanti del Salento, oggetto di campagne di scavi
compiute dallUniversità di Sidney tra l87 e il
92.
Collocato sul pianoro adiacente la masseria, il sito si trova proprio
al confluire dei canali Fano e Tariano. E ben distinguibile
unarea circolare delimitata da mura a secco che riprendono
lantica cinta muraria delletà del bronzo che
proteggeva linsediamento antico. Alcuni ruderi sono visibili
in corrispondenza del costone terrazzata sul canale mentre nel tratto
nord è distinguibile la porta daccesso. Secondo gli
studiosi questo sito, probabilmente un luogo di culto, fu abbandonato
intorno al 500 a.C. Lungo il canale Taiano, che si apre
vicino alla masseria, è interessante vedere il piccolo lecceto
secolare, testimonianza di una presenza nei secoli scorsi molto
più diffusa nel Salento.Dalla masseria si prosegue ancora
per alcune centinaia di metri nella stessa direzione, tornando indietro
poi attraverso laltro grande canalone che, dopo circa quattro
chilometri, riporta sulla spiaggia. Lultimo tratto si può
percorrere in riva al mare, ammirando le dune della spiaggia delle
Pescoluse, scoperta ormai non solo dai salentini ma anche dai turisti.
Il Comune di Salve, consapevole della straordinaria importanza dellarea
e quindi della necessità della sua tutela, nel 96 ha
chiesto alla Regione di inserire il sito nellelenco delle
aree protette.
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