A Carpignano Salentino
tra pagghiare e tajate
Punto di partenza: Santuario Madonna della Grotta. Cimitero
di Carpignano Salentino (area parcheggio)
Lunghezza del percorso: km. 10
Dislivello: m. 35
Tempo di percorrenza medio: 4 ore
Difficoltà: Turistico
Principali punti di interesse:Casale di Stigliano, Trullo
di Torre Pinta, Masseria Calavaggi, Apiaro, Menhir Staurotomea
Escursioni guidate: Gruppo Speleologico Leccese Ndronico
via degli Acaya, 10 - Lecce Tel. 0832/248181 - 338/8947823
Si parte da Carpignano Salentino dal Santuario Madonna della Grotta
nei pressi del cimitero, dove cè una comoda area
di parcheggio. Da qui si inizia a camminare lungo la strada provinciale
che conduce a Melendugno. Si imbocca poi la strada vicinale Rocco
fino allinizio della strada comunale Pasulo. Qui si entra
nei campi costeggiando un muretto a secco con una bella pagghiara.
Attraversando i campi si arriva alla strada vicinale Ceramise,
fino alla strada comunale Mancinella. Si giunge in un uliveto
e si prosegue attraverso i campi fino alla masseria Percaccini.
Si imbocca la strada comunale Mancinella-Manissera fino a raggiungere
Masseria Mancinella. Nei dintorni della masseria troviamo le tajate
ossia le cave, oggi abbandonate, da cui si estraeva la pietra
tufacea per usi edilizi. Le tajate, oggi immerse nella
vegetazione, offrono uno spettacolo naturale molto particolare
con i segni ancora evidenti dellopera delluomo.
Alle spalle della masseria si vede Stigliano. Questa è
una località assai suggestiva, in cui affondano le origini
storiche di Serrano, piccola frazione di Carpignano Salentino.
Dellinsediamento originario, oggi disabitato, che ha certamente
origini nel medioevo, nel XV secolo, oggi rimangono solo alcuni
resti.
Il casale, forse troppo esposto alla vista e alle razzie dei turchi,
probabilmente fu abbandonato dagli abitanti che si ripararono
in un luogo più protetto, fondando appunto Serrano.
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I segni di unassidua frequentazione sono chiaramente visibili
da numerose carraie, solchi profondi ancora oggi su parte del banco
roccioso affiorante. La storia ci racconta che nel 1749 il barone
Domenico Salzedo acquistò il feudo disabitato di Stigliano.
Qui fece edificare una sua residenza e una chiesa oggi dedicata
a Santa Marina.
Il tempio è a croce greca, con tre altari; quello maggiore
è dedicato alla santa. Nella nicchia tonda, infatti, si trova
raffigurata Santa Marina in unimmagine bizantina con uniscrizione
in caratteri latini. Al di sotto della costruzione dei Salzedo è
situata una cripta rupestre. Allinterno si trovano una serie
di affreschi, alcuni dei quali conservati molto male.
Si torna alla masseria, si imbocca un carrareccia scavata nella
roccia, proseguendo su un sentiero sterrato che conduce alla strada
comunale Percaccini. Si attraversa e si prosegue nei pascoli, fino
alla strada comunale Pasulo-Chiatto. La si imbocca in direzione
di Carpignano per circa cento metri, poi si entra negli uliveti
sulla destra, si supera un muretto a secco e si trova poi una stradina
sterrata che conduce alla grande pagghiara di Torre
Pinta, molto particolare nella struttura imponente a tre terrazzamenti.
Secondo le iscrizioni leggibili sulle pietre allingresso della
costruzione, il trullo di Torre Pinta fu edificato nel
700 Proseguendo si incontra il menhir Croce Grande o Staurotomèa,
ultima meta del percorso. Il menhir si presenta molto ridotto, rispetto
allaltezza originaria, anche a causa di chi un tempo sperava
di trovare sotto di esso leggendari tesori, le famose acchiature.
La leggenda, addirittura, racconta che tentarono di appropriarsi
delloro custodito alla sua base due ragazzini, uno dei quali
restò schiacciato proprio dalla pesante pietra. Da qui si
torna al punto di partenza percorrendo la strada asfaltata.
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