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Dalla
Palascìa a Casole
con lo sguardo a Est
è il percorso di trekking più a Est dItalia.
Uno dei punti di maggior interesse, infatti, è
il faro di Punta Palascia, che per lunghi anni ha segnato
un insostituibile punto di riferimento per i naviganti
che arrivavano dallOriente. Oggi il faro, inglobato
in una costruzione sulla scogliera a strapiombo sul mare,
è stato ristrutturato, dopo anni di abbandono e
il rischio che venisse venduto a privati Lasciata larea
di parcheggio vicino la Masseria dellOrte, si imbocca
un sentiero passando vicino a un vecchio bunker. Per raggiungere
Punta Palascia (distante circa 4 km dalla masseria) si
utilizzano i sentieri che costeggiano la scogliera. Si
scende fino alla spiaggetta Porto Grande; qui si possono
vedere tracce dei ruderi di una modesta costruzione da
cui partiva il cavo telegrafico per Durazzo. Si cammina
ancora per un bel po prima di arrivare a Punta Palascia,
dove cè il faro. È un punto di osservazione
straordinario, a 82 metri sul livello del mare.
Dal faro si risale fino al piano strada, sempre attraverso
un sentiero, per ritornare verso Nord costeggiando in
un tratto la litoranea verso Otranto e, successivamente,
la strada comunale Croci, per raggiungere la località
Cameroni, che si trova a metà della
strada di ritorno. Da qui ci si può recare, con
una breve deviazione a ovest, attraversando la strada
provinciale, verso i resti dellantica abbazia di
San Nicola di Casole.
Tornati indietro, si riprende il sentiero e si prosegue
verso nord; attraversando i canaloni coperti di macchia,
si entra nella pineta per giungere nel laghetto di bauxite,
uno spettacolo straordinario e singolare: la cava è
diventata un suggestivo laghetto la cui acqua verde intenso
offre un sorprendente contrasto con le pareti rosse di
bauxite. Si riprende il sentiero e passando per unaltra
pineta si ritorna al punto di partenza.
Con il Gruppo Ndronico la visita guidata
è fissata domenica 17 aprile con partenza da Lecce
alle 8.30.
Info: 0832/248181 - 349/3788738.
Cesine, Festa delle Oasi
Per la Festa delle Oasi del WWf Italia, domenica 10 aprile
appuntamento alla Riserva naturale Le Cesine. Due le mostre
allestite: Le zone umide e Parchi e
oasi, oltre alla proiezione durante tutta la giornata
di un documentario realizzato dalla Facoltà di
Biologia dellUniversità di Lecce. Oltre alle
visite guidate, in programma un Biomercatino, spettacoli
di pizzica e tarantella, sfilata equestre e iniziative
riservate ai bambini.
Info: 329.8315714.
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| TREKKING |
Mamma li
turchi, tra spiagge e dune
sulle tracce della storia
Mamma
li Turchi è il grido che nella cultura popolare salentina
racchiude insieme la tragedia di Otranto del 1480 e il clima di
continuo allarme di quegli anni quando le scorrerie erano allordine
del giorno. Mamma li Turchi è anche il nome
di un itinerario molto particolare, tracciato dal Gruppo Speleologico
Leccese Ndronico, che ripercorre uno dei tratti di costa
più suggestivi storicamente esposti proprio alle incursioni
dei turchi. Non a caso si parte da Torre SantAndrea, minuscolo
porticciolo scavato nella morbida roccia calcarea che, al contatto
con il mare, quasi si scioglie come argilla. Qui cè
una delle torri che limperatore Carlo V fece costruire lungo
gran parte delle coste del Regno di Napoli con lobiettivo
di costituire un solido sistema di avvistamento e difesa dagli
invasori.
Si imbocca una strada sterrata (inibita alle auto) che percorre
la scogliera, alta una decina di metri e a picco sul mare. Diversi
faraglioni isolati e la morfologia delle falesie mostrano lerosione
e la corrosione subita. Il mare, il vento e la pioggia attaccano,
infatti, questa roccia - il calcare - scolpendo su di essa infiniti
geroglifici e scavando al suo interno anfratti e grotticelle.
Lungo questo tratto si aprono diverse insenature e calette, al
cui fondo spesso si trovano delle deliziose spiaggette, alcune
delle quali negli ultimi anni sono state cancellate dal mare.
La costa rocciosa degrada lentamente fino a scomparire. Ed ecco
che si apre la lunga spiaggia di Frassanito che prosegue ininterrotta
fino agli Alimini. Qui si trovano alcune tra le dune più
alte della Puglia. Arrivati a Frassanito, si imbocca un sentiero
verso linterno, in direzione del campeggio. Bisogna costeggiarlo
ed oltrepassarlo per dirigersi a sinistra nella boscaglia. Continuando
su questo sentiero si sbuca vicino al villaggio Serra degli Alimini
1 che si costeggia ritornando sulla spiaggia. Qui si incontrano
i ruderi di Torre Fiumicelli, poi si ritorna verso la costa, continuando
a camminare parallelamente al mare. Si percorre ancora in spiaggia
tutto il tratto degli Alimini, uno specchio dacqua particolarmente
amato dai velisti e dai surfisti. Nella vasta e fresca pineta
si può programmare una sosta per uno spuntino, prima di
proseguire. In questo punto si è a circa metà percorso.
Finita la lunghissima spiaggia, la costa torna ad essere rocciosa
e gradatamente si risale di qualche metro. Dopo aver attraversato
un piccolo bosco si sbuca in piena Baia dei Turchi, davvero incantevole
e poi si costeggia il Club Mediterranée. Superato il Casino
dei turchi (una piccola masseria fortificata), si prosegue sempre
lungo la costa fino a raggiungere Torre Santo Stefano, costruita
nel XVI secolo, in parte distrutta. Poi si prosegue sula stradina
parallela alla costa e si attraversa il camping Mulino dAcqua.
Più avanti si aprono altre piccole insenature che vale
la pena di vedere prima di raggiungere Otranto. Il percorso si
conclude nei pressi della parte nuova di Otranto (dove bisogna
aver lasciato almeno unauto per consentire agli autisti
del gruppo di essere riaccompagnati a Torre SantAndrea per
recuperare le auto).
Con il Gruppo Ndronico la visita guidata è fissata
per domenica 1° maggio con partenza da Lecce (parcheggio ex
Gum allimbocco della superstrada per Maglie) alle 8.30.
Info: Gruppo Speleologico Leccese Ndronico
(sede in via degli Acaya, 10 a Lecce
info: 0832/248181 - 349/3788738)
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