|

|

Da
Torre Uluzzo a Portoselvaggio
Punto di partenza: spiazzo nei pressi di Torre Uluzzo
sulla litoranea Santa Caterina-Torre SantIsidoro (area
parcheggio)
Lunghezza del percorso: km. 10
Dislivello: 60 m
Tempo di percorrenza medio: 6 ore
Difficoltà: Turistico
Principali punti di interesse: Torre Uluzzo, cala
di Uluzzo, Grotta del Cavallo, baia di Porto Selvaggio,
belvedere Torre dellAlto
Escursioni guidate: domenica 14 novembre con il Gruppo Speleologico
Leccese Ndronico (sede in via degli Acaya, 10 a Lecce;
info: 0832/248181 - 349/3788738)
|
|
 |
 |
 |
| |
|
|
|
| TREKKING |
Da Torre Uluzzo a Portoselvaggio
dentro il mare di pini e macchia

Si cammina ancora lungo la costa di Nardò nel periplo a
tappe che il Gruppo Speleologico Ndronico propone nella
stagione 2004-2005. La proposta di novembre è una piacevole
camminata tra il mare e il verde attraverso il parco di Portoselvaggio,
una delle mete preferite dagli appassionati di trekking in terra
salentina.
Si parte da Torre Uluzzo, limite nord del Parco di Portoselvaggio.
Si lasciano le auto sulla litoranea sul lato opposto della strada
rispetto alla torre, ormai visibilmente diroccata ma non per questo
meno suggestiva. Si inizia a camminare scendendo lungo stretti
sentieri nella splendida cala di Torre Uluzzo. Si passa davanti
alla Grotta del Cavallo (o della Giumenta), preziosa testimonianza
del paleolitico, il cui ingresso protetto da una solida cancellata.
Qui, nel corso di diverse campagne di scavi, sono emerse tracce
significative delluomo del Paleolitico, tanto da far identificare
agli studiosi la civiltà uluzziana.
Vicino alla grotta si può passare attraverso un singolare
buco nel costone roccioso di forma circolare, del diametro di
circa due metri; si tratta probabilmente di una curiosa forma
di erosione eolica.
Si continua a camminare seguendo il sentiero sterrato lungo la
costa che lentamente degrada verso il mare. Si giunge così
alla piana della Lea che si attraversa, continuando a costeggiare
il mare, fino ad arrivare in prossimità della baia di Portoselvaggio.
Qui cè il cuore del parco, con la spiaggetta, amato
e popolare luogo di scampagnate e gite domenicali dai neretini
e meta di migliaia di turisti nei mesi estivi. Si cammina sulla
bassa scogliera per arrivare al centro della baietta, con la caratteristica
spiaggetta di piccoli sassi. Questa è davvero uninsenatura
unica nel Salento, dove macchia mediterranea e pini daleppo
giungono fino in riva al mare.
Si prosegue addentrandosi nella pineta in direzione sud, dopo
alcune decine di metri si troveranno i primi gradini di pietra
di una scalinata che conduce al complesso masserizio dellAlto
(a cui non si può accedere). Giunti in cima, a pochi metri
dalla cinta muraria della masseria cè il primo belvedere,
un grande balcone sul mare verde di Portoselvaggio. Proseguendo
sul sentiero si giunge alla Torre dellAlto che si staglia
sulla rupe della Dannata, quasi a picco sul mare. La torre, recentemente
ristrutturata ma attualmente inaccessibile, costituisce il confine
sud del parco. Da qui verso sud si gode uno straordinario panorama
sullintera baia di Gallipoli.
Per tornare al punto di partenza si imbocca questa volta una strada
sterrata, percorribile in macchina solo dalla forestale, per poi
rientrare nella pineta e attraversarla mediante piste tagliafuoco.
Si arriva così alla strada litoranea nel punto in cui questa
taglia la pineta, la si attraversa, si prosegue verso larea
attrezzata del parco e poi, scendendo serra Cicora, si torna alle
macchine.
Prima di lasciare definitivamente la costa neretina per completare
lescursione si può raggiungere (con lauto)
la Masseria Brusca che merita di essere visitata per la sua maestosità.
Fra le peculiarità della storica masseria, oggi florida
azienda agricola presso il cui spaccio si possono trovare verdure,
miele e squisiti formaggi e latticini, quella di ospitare alcuni
esemplari di mucche della razza pugliese, derivata come la maremmana
dalla grande razza grigia delle steppe (ceppo podolico), unico
nucleo puro del Salento e uno dei pochi della regione.
|
|