Escursioni guidate: con il Gruppo Speleologico Leccese ‘Ndronico (sede in via degli Acaya, 10 a Lecce) domenica 16 maggio, Marittima, Torre Capo Lupo; domenica 30 Torre S. Andrea-Otranto, “Mamma li Turchi”;
info: 0832/248181 -349/3788738.
(Le foto di Torre Lupo sono tratte dal sito web marittima.net a cura di Tecnoline di Oreste Casciaro)


 
TREKKING

Camminando sulla scogliera
a Capo Leuca e a Otranto

Si cammina sulla scogliera, davanti ad un mare che invoglia sempre di più a lasciarsi andare ad un tonificante bagno. I due itinerari di maggio proposti dal Gruppo speleologico ‘Ndronico sono entrambi sulla costa. Il primo è una novità assoluta per il gruppo che, d’altronde, nel programma annuale lo aveva annunciato come “trekking a sorpresa”. Si va infatti a Marittima, territorio del Comune di Diso, a due passi da Castro, lungo l’affascinante scogliera. L’appuntamento è per il 16 maggio con l’itinerario che porta a Torre Capo Lupo. Si parte dal Belvedere Arenosa per scendere alla zona Porticelli e giungere sul camminamento demaniale. Si prosegue lungo la costa per poi risalire verso la strada litoranea e imboccare un tratturo che termina in corrispondenza di un belvedere. Attraversano la serra si giunge quindi a Torre Capo Lupo e poi ancora lungo un tratturo si scende alla strada panoramica, per giungere al Belvedere Arenosa.
Il 30 maggio, invece, si sale sulla costa più a Nord con uno degli itinerari più classici per questa stagione, “Mamma li Turchi”. Questo, com’è noto, è il grido che nella cultura popolare salentina racchiude insieme la tragedia di Otranto del 1480 e il clima di continuo allarme di quegli anni quando le scorrerie erano all’ordine del giorno. Questo itinerario molto particolare, tracciato dallo stesso Gruppo ‘Ndronico, ripercorre uno dei tratti di costa più suggestivi ed esposti proprio alle incursioni dei turchi. Si parte da Torre Sant’Andrea, ultima marina a Sud nel Comune di Melendugno, per entrare subito nel territorio di Otranto. La costa è di una roccia singolare che quasi si sbriciola sotto l’effetto corrosivo del vento e del mare. Forse per questo l’uomo si è sentito autorizzato a modellarla, tagliandola per asseriti motivi di sicurezza. I lavori per fortuna sono stati fermati, ma ora a sud di Sant’Andrea c’è un bruttissimo quanto inutile “gradone” sul mare. Su questa roccia - il calcare - si vanno scolpendo infiniti geroglifici e si scavano al suo interno anfratti e grotticelle. Alcuni tratti di questa costa sono formati da un particolare tipo di calcare a grana fine ricco di fossili di conchiglie, foraminiferi e pesci. Si cammina fra insenature e calette per arrivare alla spiaggia degli Alimini, una lunga sequenza di dune sabbiose davanti ad una vastissima pineta.
Si continua a camminare lasciandosi alle spalle la zona dei laghi e riprendendo a salire sulla costa che torna ad essere rocciosa (ma meno friabile di quella di Sant’Andrea). Si passa in luoghi fantastici come il “Mulino d’acqua” (dove oggi sorge un camping) e diverse piccole e deliziose insenature. Il percorso si conclude nei pressi della parte nuova di Otranto (dove bisogna aver lasciato almeno un’auto per consentire agli autisti del gruppo di essere riaccompagnati a Torre Sant’Andrea per recuperare le auto). Se non si è stanchi la passeggiata può continuare alla scoperta di Otranto.