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Da
Portoselvaggio a SantIsidoro, tra il mare e la serra.
La Terra di Mezzo è la proposta trekking
per la domenica successiva a Pasqua (il 18 aprile)
del Gruppo Speleologico Leccese Ndronico.
Si parte dalla Baia di Uluzzo (area parcheggio nei pressi
del locale Fico dindia sulla litoranea
Santa Caterina-Porto Cesareo) attrezzandosi per un percorso
di circa undici chilometri. Nulla di proibitivo, il tracciato
è alla portata di tutti anche perché è
previsto un tempo di percorrenza di sei ore comprese le
soste.
Il punto di ritrovo è ancora allinterno del
Parco di Portoselvaggio che un disegno di legge regionale
ha da qualche settimana declassificato da parco
attrezzato a area attrezzata a servizio del parco
marino. Una inspiegabile decisione cui va posto senzaltro
riparo, perché ormai Portoselvaggio è parco
naturale nella coscienza collettiva non solo dei neretini
e dei salentini ma di tanti turisti che lo scelgono come
meta durante le loro vacanze in provincia di Lecce. Semmai
cè da organizzare laccoglienza dei visitatori
e la gestione del parco.
Prima di partire è possibile avvicinarsi a Torre
Uluzzo (a poche decine di metri dallarea di parcheggio).
La torre è ormai ridotta a rudere ed è per
questo impossibile visitarla. Costruita a strapiombo sul
mare, risale al XVI secolo e prende il nome dal termine
dialettale con cui localmente si indica lasfodelo.
Da questo punto di osservazione, si gode una vista davvero
unica.
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| TREKKING |
Nella Terra di Mezzo
fra mare, roccia e torri costiere

Si parte lasciandosi alle spalle la vasta pineta (complessivamente
il bosco di pini daleppo copre unarea di più
di duecento ettari). Da Uluzzo si percorre la traccia che conduce
a Serra Cicora, una piccola altura da cui si domina il Mar Jonio.
La sua cima, posta a circa 60 metri sul livello del mare, si raccorda
mediante una piccola scarpata al piano sottostante, alla cui base
si aprono diverse grotte di notevole importanza preistorica.
Lasciato Uluzzo, si costeggia la scogliera in direzione di SantIsidoro
e si esce sulla strada asfaltata, la litoranea S. Caterina-S.Isidoro,
immettendosi su una traccia sterrata. Si sale lievemente, poi
la pista svolta a sinistra, si percorre un tratto parallelo alla
strada asfaltata che corre pochi metri sotto di noi sul lato sinistro.
Si sale lungo il primo viale spartifuoco della pineta e a circa
metà strada sulla sinistra, attraverso gli alberi, si raggiunge
in modo intuitivo (non cè sentiero!) la grotta Bernardini,
di notevole interesse preistorico.
Fatti pochi passi indietro nuovamente verso lo spartifuoco si
incontra un costone roccioso gradinato, si sale con facile arrampicata
fino in cima, poi si prosegue a sinistra, tra macchia e pineta.
Allo spartifuoco successivo si scende di pochi metri e sulla destra
(scendendo) - sempre attraverso gli alberi - si trova la grotta
di Serra Cicora. Risalendo sul crinale e proseguendo ancora in
direzione di SantIsidoro, si attraversa ancora il bosco
e si entra in una zona di macchia che sfuma nella gariga. Il crinale
va declinando e ci si ritrova allincrocio di tre strade:
la prima, a destra, sale verso la masseria Brusca; la seconda,
diritta, va verso SantIsidoro e la terza, a sinistra, torna
ad Uluzzo. Si attraversa la strada in direzione del mare e, superati
i campi dove si coltivano le angurie, si arriva a Torre Inserraglio
lungo costa.
Superata Torre Inserraglio, si continua a camminare nella stessa
direzione lungo costa fino alla Palude del Capitano, una depressione
costiera, estesa per circa quaranta ettari. Allinterno dellarea
si aprono diverse cavità di origine carsica. La maggiore
cavità della Palude costituisce una piccola (e splendida)
laguna.
Da qui, ancora lungo il mare si arriva alla spiaggia del Frascone
(distante poche decine di metri, una piccola baietta minacciata
dallabusivismo edilizio incombente), proseguendo verso la
spiaggia di Lido dellAncora e arrivando finalmente allinsenatura
di SantIsidoro. La torre di SantIsidoro è affacciata
su una delle spiaggette neretine più suggestive e i cui
incredibili colori, specialmente in questo periodo, invitano a
tuffarsi senza esitazioni. Unultima nota: questo non è
un percorso ad anello ma lineare, per cui è bene organizzarsi
prima di partire portando almeno unauto a SantIsidoro,
in modo che a fine percorso ci si possa spostare agevolmente accompagnando
gli autisti a riprendere le proprie macchine ad Uluzzo.
Visite guidate: Gruppo Speleologico Leccese Ndronico,
via degli Acaya, 10 Lecce
tel. 0832/248181 - 338/8947823 - 349.3788738
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