Il ritorno a Badisco
camminando sul mare d'inverno


Punto di partenza: Porticciolo di Porto Badisco
Lunghezza del percorso: km. 5
Dislivello: 102 m
Tempo di percorrenza medio: 3 ore
Difficoltà: Turistico
Equipaggiamento indispensabile: scarpe da trekking, borraccia, viveri di “conforto”, k-way o poncho impermeabile, berretto, lampadina tascabile.
Badisco di notte: 28 dicembre, partenza da Lecce ore 20, parcheggio ex-Gum presso l’imbocco della superstrada per Maglie. Da Porto Badisco: parcheggio del paese ore 21.
Rientro previsto ore 24.
Badisco e cioccolata: 11 gennaio, partenza da Lecce ore 8, parcheggio ex-Gum presso l’imbocco della superstrada per Maglie. Da Porto Badisco: parcheggio del paese ore 9.
Rientro previsto ore 15.30.
Info: Gruppo Speleologico Leccese ‘Ndronico, via degli Acaya, 10 Lecce, tel. 0832/248181 - 349/3788738

Nell'entroterra di Otranto

Punto di partenza: Otranto, via Giovanni XXIII (area parcheggio)
Lunghezza del percorso: km. 14
Dislivello: m 50
Tempo di percorrenza medio: 6 ore
Difficoltà: Turistico
Escursioni guidate: domenica 14 dicembre con il Gruppo Speleologico Leccese ‘Ndronico (sede in via degli Acaya, 10 a Lecce;
info: 0832/248181 -349/3788738). Partenza da Lecce ore 8, parcheggio ex-Gum presso l’imbocco della superstrada per Maglie.
Da Otranto: parcheggio del paese ore 9. Rientro previsto ore 15.30.

Riscoprendo San Mauro

Punto di partenza: Strada provinciale Santa Maria al Bagno-Lido Conchiglie (area parcheggio nello spiazzo antistante il ristorante “La Reggia” oppure a circa un chilometro nell’area delle Quattro Colonne)
Lunghezza del percorso: km. 8
Dislivello: m. 66
Tempo di percorrenza medio: 5 ore
Difficoltà: Escursionistico
Visite guidate: domenica 25 gennaio con il Gruppo Speleologico Leccese ‘Ndronico, via degli Acaya, 10 Lecce, tel. 0832/248181 - 349/3788738




 
TREKKING

Il ritorno a Badisco
camminando sul mare d’inverno

Si torna a Porto Badisco. Un anno dopo, camminando nella notte. È un trekking molto speciale quello proposto il 28 dicembre, alla luce notturna della luna, dal Gruppo ‘Ndronico. Si parte alle 21 per provare l’ebbrezza del mare d’inverno, una calma straordinaria, un’atmosfera lontana dal via-vai delle notti estive. L’esperienza di camminare di notte in riva al mare viene riproposta proprio a Badisco, un anno dopo. Confidando in un clima non troppo rigido.
Si camminerà in un luogo in gran parte incontaminato che profuma di preistoria. Porto Badisco, con le sue straordinarie grotte, è una località che è nel cuore dei componenti del Gruppo Speleologico Leccese ‘Ndronico. La “Cappella Sistina della Preistoria”, come la definì l’antropologo Paolo Graziosi, non è visitabile per preservare l’integrità dei disegni che ne ricoprono in maniera superba le pareti. All’interno, infatti, regna un microclima assai fragile che potrebbe essere irrimediabilmente alterato dalla presenza dell’uomo.
Sarà bellissimo ammirare nel silenzio della notte la baia di Porto Badisco, uno spettacolo unico al mondo. Camminando nel buio, si sente solo la risacca del mare e ci si riconcilia con il mondo, da soli o anche in compagnia.
Il percorso partirà dalla spiaggetta di Badisco, punto terminale della Valle dei Cervi lungo la quale scorreva un fiume, oggi sotterraneo. Si sale sulla scogliera verso Nord, passando accanto all’ingresso del Cunicolo dei Diavoli (oggi protetto da una grata, all’interno del quale si cammina per diverse decine di metri, qui vivono specie rare di animaletti di grotta). Si prosegue lungo il sentiero che costeggia la baia, salendo verso la montagnola e costeggiando la pineta.
Punto di arrivo per la marcia è la Torre di Sant’Emiliano, quasi a picco sul mare, inconfondibile con il suo profilo che caratterizza la costa tra Capo Palascia e Torre Minervino. La torre fu costruita nel XVI secolo, nell’ambito del sistema di fortificazioni costiere per l’avvistamento e la segnalazione delle navi dei saraceni e dei turchi. Oggi è ben salda al suo posto e domina l’intera baia. Si cammina lungo il sentiero costiero, fino a giungere ai piedi della torre. Da qui si inizia a salire attraversando un terreno brullo e selvaggio, in gran parte roccioso. A Torre Sant’Emiliano ci si ferma e da qui si potrà godere uno straordinario panorama, appena illuminato dalla luna.
Il percorso (non più di cinque chilometri tra andata e ritorno) è molto facile e, dunque, la serata proposta dal Gruppo ‘Ndronico è davvero aperta a tutti, anche ai ragazzi, se abituati a camminare.
Il trekking notturno a Badisco è un’occasione non solo per scoprire in una luce diversa (è il caso di dirlo) un angolo di Salento ma anche per avvicinarsi all’autentico spirito del trekking. Camminando, nel silenzio, si ascolta solo la natura. E ci si riscopre se stessi.
Il percorso di Badisco viene proposto dal Gruppo ‘Ndronico anche domenica 11 gennaio, ma di mattina, con il tema “Badisco e cioccolata”. Al termine dell’escursione, infatti, a tutti i partecipanti sarà offerta una gustosa cioccolata calda.

Nell’entroterra
di Otranto


Ma chi l’ha detto che Otranto vive di solo mare? La sua dolce campagna è ricca di storia ed è ancora oggi una delle risorse economiche della comunità locale. Due sono le valli che si sviluppano alle spalle della cittadina, la valle dell’Idro (dal nome del corso d’acqua che sfocia proprio ad Otranto) e la valle delle memorie. Il percorso trekking proposto dal Gruppo ‘Ndronico si sviluppa proprio attraverso queste due dolci valli, verdeggianti anche in pieno inverno.
Si parte da Otranto dal parcheggio in via Giovanni XIII imboccando la strada comunale Sorgente; la si segue fino ad attraversare il canale all’altezza della strada comunale Bollate, risalendola per circa cento metri. Attraversando l’uliveto, si arriva alla strada comunale che unisce le strade Malvicina e Gazzirri. Arrivati ad un viottolo che immette sulla sinistra nell’uliveto, lo si segue fino ad un muro di conci di tufo sul quale sono incise delle navi (quelle turche?); con tutta probabilità queste incisioni risalgono al periodo delle ricorrenti scorrerie dei saraceni, fra il 1400 e il 1500. Svoltando a destra, ci si immette nella strada comunale Malvicina lasciandola dopo circa cento metri e imboccando il sentiero che inizia sul margine sinistro tra la macchia e la gariga e seguendolo fino agli uliveti in località Monte Piccionare. Qui è possibile visitare alcune grotticelle e i resti di una piccionaia scavata nel costone: fanno parte del villaggio rupestre medievale le cui tracce si ritrovano in tutta la vallata. Si attraversa la strada comunale Santa Barbara, attraversando poi una passerella sul canale Carlo Magno (Litro) e risalendolo camminando su un sentiero a mezza costa si incontra prima una cripta, poi scendendo altre cavità fino a giungere alla cripta detta di Sant’Angelo con l’insieme dei resti degli affreschi.
Si lascia il sentiero per entrare nel canalone sulla sinistra e per salire fino alla pineta; la si attraversa incrociando la strada comunale Montelauro Vecchia e si prosegue attraverso la gariga ed il canalone successivo fino alla strada statale 173 Otranto-Uggiano. La si attraversa, la si costeggia lungo una fila di frangivento e si imbocca la strada sterrata che conduce ad un maneggio, lo si oltrepassa e si prosegue fino alla Masseria Bandino, lì dove inizia la Valle delle Memorie di Otranto. In direzione Otranto si prosegue sul lato sinistro (dove è possibile osservare alcune cavità), giungendo alla cripta di San Nicola. Si prosegue superando il canale su una passerella ed arrivando alla Masseria Torre Pinta ed al suo ipogeo, circondata da altre grotte. Dalla masseria la strada delle Rimembranze conduce verso l’abitato di Otranto con la possibilità di visitarlo prima di tornare al punto di partenza.

Riscoprendo San Mauro

Dalla strada provinciale Santa Maria al Bagno-Lido Conchiglie si imbocca un sentiero attrezzato che si inerpica nella pineta fino alla Torre dell’Alto Lido, costruita con funzioni di avvistamento. Da qui, costeggiando verso sud la recinzione della torre, si segue un sentiero ai piedi del costone roccioso, di cui a tratti scompaiono le tracce, che prosegue lungo il ciglio della serra sovrastante Lido Conchiglie. Nel percorso si aprono scorci paesaggistici davvero affascinanti. Questo è uno straordinario punto di osservazione della baia a nord di Gallipoli, dalla baia di Santa Caterina fino all’isola di Sant’Andrea.
In corrispondenza del primo dei canaloni che terminano sulla costa entro l’abitato di Lido Conchiglie, il sentiero immette in una pineta. Seguendo il ciglio della serra, con andamento rettilineo nell’ultima parte, si giunge alle spalle della chiesetta di San Mauro, in uno scenario straordinariamente selvaggio e brullo. La chiesetta di San Mauro, meta del percorso, è uno degli edifici più antichi della provincia e costituisce una preziosa testimonianza dell’attività religiosa dei Basiliani in Terra d’Otranto. Il Comune di Sannicola, nel cui territorio ricade il monumento, sta cercando di strapparla all’abbandono.
Nella zona intorno alla chiesetta, il percorso attraversa un’area caratterizzata da una fitta serie di cumuli di pietre a secco. Dopo aver lasciato San Mauro, si raggiunge la strada litoranea da un ripido sentiero e si imbocca di fronte un antico tracciato viario che passa davanti alla Masseria La Rossina. Superata ancora la strada litoranea si imbocca una vecchia carrareccia che si inerpica sul pendio della serra fino ad immettersi sul percorso già descritto. Di qui si raggiunge a ritroso il punto di partenza.