Punto di partenza: Chiesa del Crocefisso, in agro di Alessano sulla strada per Specchia (area parcheggio)
Lunghezza del percorso: km. 7 circa
Dislivello: m. 60 circa
Tempo di percorrenza medio: 5 ore
Difficoltà: escursionistico
Principali punti di interesse: Chiesa del Crocifisso; uliveto plurisecolare nei pressi della Chiesa del Crocifisso; macchia a corbezzolo e quercia spinosa; borgo di pietra
Escursioni guidate: domenica 26 ottobre con il Gruppo Speleologico Leccese ‘Ndronico (sede in via degli Acaya, 10 a Lecce;
info: 0832/248181 - 338/8947823)

Al Pizzo, nel parco che ci sarà
Ricomincia dal Parco del Pizzo, in territorio di Gallipoli, il 5 ottobre l’attività invernale del Gruppo Speleologico ‘Ndronico. Questo è un percorso di straordinario interesse botanico, faunistico e paesaggistico che si sviluppa soprattutto lungo la fascia dunare, per una buona parte ancora incontaminata. Proprio qui è in corso una battaglia delicatissima sul futuro dell’area e sulla delimitazione dell’area del parco, con il rischio di speculazioni. Dalla Foce del Canale dei Samari si raggiunge la Torre del Pizzo, proprio sulla punta della baia di Gallipoli, per poi ritornare indietro. Al ritorno si incontra la Chiesa di San Pietro dei Samari e si possono vedere alcuni ipogei a “dromos”. Gradevole il tratto in pineta, anche se non è difficile vedere le montagne di rifiuti abbandonati da bagnanti e turisti poco rispettosi dell’ambiente (e del prossimo). Non sarebbe male, però, se il Comune di Gallipoli intervenisse con più decisione per tenere pulita l’area.
Info Gruppo Speleologico Leccese ‘Ndronico, 0832/248181 - 338/8947823

Camminando per il Salento
Camminando per il Salento, scoprendo il piacere di luoghi straordinari domenica per domenica. Il Gruppo Speleologico Leccese ‘Ndronico ha messo a punto il programma delle escursioni fino alla prossima primavera che, come di consueto, prevede una serie di appuntamenti domenicali con il trekking lungo i sentieri più affascinanti del Salento. Dopo l’escursione del 5 ottobre al Pizzo, il 26 ottobre sarà la volta della Serra del Cianci di Alessano, mentre nel mese successivo saranno tre i percorsi proposti: il 9 novembre si va al Parco del Rauccio, sul litorale leccese; il 23 novembre ci si sposta sullo Jonio con il trekking “Dal canalone di Santa Caterina a Portoselvaggio”; infine il 30 novembre ci si immerge lungo i sentieri di dolce campagna della Grecia salentina. A dicembre si va ad Otranto: il 14 dicembre lungo la valle dell’Idro e delle Memorie, mentre il 28 dicembre si cammina di notte a Badisco, replicando la felice iniziativa del Natale 2002. Ancora a Badisco l’11 gennaio, ma questa volta con la singolare proposta “Badisco e cioccolata”. Il 25 gennaio si cammina nei dintorni di Gallipoli, sulla Serra di San Mauro, un luogo magico, dove sorge una bellissima abbazia bizantina, da cui ammirare un panorama straordinario. Il 1° febbraio si torna in campagna, camminando fra pagghiare e furnieddhri di Galatone, mentre il 15 febbraio ci si avventura lungo le “Macchie di Ugento”. Il 29 febbraio si torna vicino al mare lungo il Canalone di Acquaviva, a sud di Castro, mentre il 14 marzo si sale sulla Serra di Casarano. Si torna a Badisco il 4 aprile, ma questa volta partendo da Minervino per il trekking “Cinque comuni per Badisco”. Il 18 aprile avventura lungo la costa di Nardò con il percorso “Terra di mezzo”. Tappa fuori provincia il 2 maggio con agritrekking a Martina Franca e un “Trekking a sorpresa” il 16 maggio. Ultima escursione in programma (con prevedibile bagno) sulla costa di Otranto il 30 maggio con il percorso “Mamma li Turchi”.

 


 
TREKKING

Sul balcone del Capo di Leuca
in cammino fino al borgo di pietra



E’una lunga cavalcata sul balcone del Capo di Leuca, fra ulivi secolari, pagghiare e muretti a secco. Eccoci sulla Serra del Cianci, l’ultima altura, un vero e proprio cordone collinare (arriva fino a 196 metri sul livello del mare) proteso verso Finibusterrae.
Per raggiungere il punto di partenza, da Alessano bisogna dirigersi verso Specchia. Dopo pochi chilometri, sulla sinistra si apre una strada sterrata che conduce di fronte alla Chiesa del Crocefisso, vicino al bosco Boceto. La Cappella è in aperta campagna e risale al XVII secolo. Vale la pena visitarla prima di partire perché si resterà colpiti dall’inaspettata qualità artistica dell’altare barocco (opera del 1670 dello scultore alessanese Placido Buffelli) all’interno di una costruzione semplice, come la spoglia facciata.
Si comincia a camminare da qui, proseguendo a piedi sulla strada sterrata. Dopo poche decine di metri di sterrato si svolta a destra, costeggiando il muro di una proprietà privata, tra massicci e maestosi ulivi contorti. Arrivati al piede della serra si segue la base del terrazzamento in direzione di Alessano fino a incontrare un’apertura nel muretto a secco, sulla destra, che consente di cominciare a salire. La traccia del sentiero a volte è chiara, a volte è camuffata dalla vegetazione che tenta di riappropriarsi di tracce e varchi umani poco frequentati come questi.
L’ultimo tratto di serra da salire è ben celato dalla macchia, ma il punto migliore per oltrepassarlo è facilmente individuabile dalla presenza di un rudere in pietra a secco che si deve lasciare a destra, salendo verso un carrubo e giungendo così nell’uliveto che sovrasta la campagna.
Il percorso adesso piega decisamente a destra fino a raggiungere un varco nel muretto a secco che si è costeggiato, in prossimità di un traliccio. Si scendono sette terrazzamenti lungo le scale di pietra di raccordo per poi continuare a camminare mantenendo sempre il lato campagna sulla destra. Anche in questo tratto la traccia tende a richiudersi facilmente e le spine delle querce, dello smilax e della ginestra accompagnano pungenti fino ad una grande pagghiara che si scorge sulla sinistra.
Si sale fino a raggiungere la costruzione in pietra a secco, la si aggira e si riprende a camminare nella stessa direzione di prima. E da questo punto si gode, sulla destra, uno straordinario panorama. Pochissimi passi dopo si incrocia una pista sterrata che si lascia scendendo nel punto in cui si innsesta in una strada asfaltata. Noi invece prendiamo a destra.


La discesa in quest’altro uliveto cambia registro quando, attraversato l’ennesimo varco nel muretto a secco, ci si inoltra in un fitto bosco dove si intercetta subito un sentiero che scende ripido verso il piano. Dopo la discesa, si esce dal bosco e si prende ancora una pista sterrata che porta a sinistra. Ci si immette per pochi passi su una strada asfaltata, fino all’altezza di un bellissimo invito che permette di abbandonare la strada e risalire dolcemente la serra fino ad una casa diroccata, abitata solo da macchia e gazze ladre.
Si oltrepassa la costruzione, si prosegue su u sentierino e poi si ridiscende su uno sterrato che si segue tornando indietro come direzione (quindi verso Alessano), fino alla strada asfaltata. Quando ci si trova all’altezza di una pagghiara che spunta dalla serra, sulla destra, si ritorna a camminare sulla terra battuta con una svolta a sinistra e si entra ancora in un uliveto.
Si lascia subito questa direzione attraversando il muretto a secco che stavamo seguendo a livello di una apertura.
Dopo questa svolta a destra si prosegue più o meno in linea retta tra le antiche piante di ulivo che hanno visto cambiare la civiltà salentina ma anche, pian piano, tanti contadini allontanarsi da queste campagne, un tempo molto più popolate e vissute di oggi. Si segue l’ampia traccia sterrata che svolta più avanti a sinistra, si arriva sulla strada asfaltata che congiunge Alessano con Specchia e si prende il primo sentiero a sinistra.
Qui siamo nell’antico quartiere di Matine dove si può circolare liberamente e a pochissima distanza una dall’altra si trovano pagghiare di ogni foggia e altezza, belle, quasi tutte in buono stato, qualcuna anche abitata, altre diroccate. Seguendo una delle antiche strade di questo borgo di pietra si ritorna ad incrociare la strada asfaltata e si rientra sulla sterrata che riporta alla chiesa del Crocefisso, punto di partenza e meta del trekking della Serra del Cianci.