Punto di partenza:
Ponticello sul canale di bonifca sulla litoranea Porto Cesareo-Torre Lapillo (area parcheggio)

Lunghezza del percorso: km. 8

Dislivello:
m. 15

Tempo di percorrenza medio:
4-5 ore

Difficoltà:
Turistico

Principali punti di interesse:
flora e fauna palustre, ginepri arborei, steppe salate, orchidee, macchia mediterranea

Escursioni guidate:
domenica 25 maggio con il Gruppo Speleologico Leccese ‘Ndronico
(sede in via degli Acaya, 10 a Lecce;
info: 0832/248181 - 338/8947823)

 


 
TREKKING


Arneo da riscoprire fra palude, dune e mare

Nel cuore dell’Arneo, quasi al confine con la provincia di Taranto, ecco una zona umida che conserva ancora il fascino di altri tempi, nonostante l’alta aggressività dell’abusivismo edilizio e della crescente pressione antropica. È questo un percorso trekking molto semplice, consigliabile soprattutto in primavera avanzata perché, soprattutto se il clima è mite, consente di associare la camminata ad una piacevole sosta in riva al mare sugli ultimi lembi di dune, davanti ad un mare cristallino.
Per raggiungere il punto di partenza dalla strada statale 174 Nardò-Avetrana bisogna imboccare la strada litoranea Porto Cesareo-Torre Lapillo e prendere una carrareccia che devia verso l’interno in corrispondenza dello stabilimento balneare “L’Oasi”. Qui siamo all’interno di un’area protetta, inserita nell’elenco dei Parchi Regionali, ma per la sua tutela ancora si fa troppo poco. Dal punto di partenza si cammina lungo il bordo del canale fino alla strada asfaltata che porta a Torre Lapillo. Si passa poi sulla sponda opposta e dopo circa duecento metri si imbocca un sentiero che conduce dentro il bosco. Usciti dall’area boscata il sentiero attraversa un uliveto e si immette su una carrareccia che porta sino alla Masseria Serra degli Angeli. Al bivio successivo bisogna voltare in direzione sud e poco dopo si imbocca un sentiero a sinistra che attraversa una zona di macchia e alcuni campi coltivati. Giunti alla Serricella si continua verso la strada litoranea Porto Cesareo-Torre Lapillo, si oltrepassa il canale e si segue la sponda sud fino al punto di partenza.
La zona umida della Palude del Conte è estesa oltre mille ettari ed è caratterizzata da sorgenti di acque dolci, il cui deflusso verso il mare è ostacolato da cordoni dunali. Le operazioni di “bonifica”, iniziate fin dai tempi dei Romani ma realizzate organicamente soltanto negli anni Venti, hanno irreggimentato le acque entro canali e bacini artificiali, riducendo le zone invase dalle acque. Tuttavia in questa fascia costiera la bonifica non ha dato i risultati sperati: molte aree, infatti, destinate alla coltivazione del cotone o dei pomodori sono state abbandonate dai contadini per il riemergere della falda salata. Così una parte di terreni lungo i canali, specialmente nelle stagioni piovose, sono lentamente riassorbiti dalla palude con i suoi canneti e i suoi giunchi. Qui si possono trovare specie rare della cosiddetta “lista rossa” come l’orchidea di palude (Orchis palustris) e la campanella palustre (Ipomea saggitata). Nei canali cresce l’edule sedanina d’acqua (Apium nodiflorum), che prediligendo acque limpide e pure, è un indice della salubrità del luogo. E liddove la palude non domina, regna invece la macchia mediterranea che qui nell’Arneo è fra le più selvagge e pregevoli del Salento.
La Palude del Conte offre ancora la possibilità di ammirare molti uccelli migratori, che trovano un ambiente accogliente. Se in un recente passato era comune il passaggio della gru cenerina e delle oche granaiole, oggi, in primavera, è facile assistere al passaggio delle marzaiole e degli aironi cinerini mentre non è raro tra le canne ascoltare lo squillante canto dell’usignolo di fiume.
Dopo aver percorso l’itinerario, è da prendere in considerazione l’idea di una sosta lungo le dune, in riva al mare. Qui si fanno i conti con l’abusivismo e con una pressione antropica spesso eccessiva che ha portato ad evidenti gravi ferite del territorio. Basta guardare i varchi tra le dune (troppo ampi), ma anche gli estesi parcheggi che d’estate, soprattutto in agosto, catalizzano un traffico d’auto incredibile: sono quanto di peggio si sarebbe mai potuto realizzare. Tuttavia qui siamo in un tratto di costa fra i più belli del Salento. Le lunghe spiagge bianche, con le dune abbastanza alte, fanno da cornice ad un mare da sogno, dai colori caraibici. Vale la pena stendersi al sole e guardare solo le acque trasparenti, ignorando le costruzioni abusive che nell’arco degli anni hanno deturpato una delle zone più belle del Salento.