Punto di partenza: Giurdignano, scuole comunali (area parcheggio)
Lunghezza del percorso: km. 16
Dislivello: minimo
Tempo di percorrenza medio: 7 ore
Difficoltà: turistico
Equipaggiamento indispensabile: scarpe da trekking, borraccia, viveri di “conforto”, k-way o poncho impermeabile, berretto.
Principali punti di interesse: menhir San Paolo, menhir Vicinanze I, menhir Vicinanze II, Dolmen Stabile, Casale Quattromacine, Masseria Quattromacine, muretti a secco, Masso della Vecchia, Cripta di San Giovanni, tumulo messapico, olivi secolari, Chiesa Madonna della Serra
Escursioni guidate: domenica 23 febbraio con il Gruppo Speleologico ‘Ndronico, via degli Acaya, 10 Lecce; tel. 0832/248181 - 338/8947823

Appuntamenti al buio

Con il ciclo di incontri “Appuntamenti al buio” il Gruppo Spelelogico Leccese ‘Ndronico offre la possibilità di scoprire e gustare gli straordinari beni ambientali e culturali del Salento. Ogni venerdì alle 20,15 presso la sede dell’associazione (in via degli Acaya 10/3 a Lecce, nel cuore del centro storico, pochi metri da piazza Sant’Oronzo) sarà proposto un singolare viaggio tematico con la presenza di esperti e supporti visivi. Gli appuntamenti del mese di febbraio iniziano il 7 con i Messapi, proseguono il 14 con “Nei cieli del Salento”, il 21 con una serata a sorpresa, il 28 con “Ecologia, significato e abusi”. Il primo appuntamento di marzo è il 7 con uno zoom sui “Beni del patrimonio industriale di Terra d’Otranto: i frantoi ipogei” (relatore Antonio Monte).
Da segnalare che le attività escursionistiche del Gruppo prevedono anche trekking fuori provincia. Il prossimo appuntamento è il
9 marzo
con un’escursione in Basilicata.

 


 
TREKKING    


Fra dolmen e menhir
i misteri della “Vecchia”


È un viaggio straordinario fra dolmen e menhir, che con il loro carico di storia e di enigmi dominano un paesaggio dolce, orlato di muretti a secco e decorato con ulivi secolari. Partendo dalle scuole comunali di Giurdignano, già in periferia si incontra il primo menhir. E’ quello denominato di San Paolo che sorge sul banco roccioso della cripta di San Paolo, a circa un metro e mezzo di altezza rispetto al piano stradale. Alto 2 metri e 25 centimetri, misura alla base 35 centimetri per 25, con disposizione delle facce più larghe verso est-ovest. Non è certa la datazione. Nella nicchia scavata alla base ci sono degli affreschi dei santi Pietro e Paolo. Si percorre la strada asfaltata e, dopo alcune decine di metri, ci si imbatte nel secondo menhir. Si tratta di Vicinanze I, appena fuori del paese. Alto tre metri, misura alla base 42 centimetri per 28. Proseguendo ancora sulla stessa strada, a distanza di poche altre decine di metri, si incontra il terzo menhir. E’ quello di Vicinanze II; alto tre metri, misura alla base 40 centimetri per 30. Caduto e spezzatosi in due tronconi negli anni Trenta, è stato successivamente riparato e rialzato. Nel fondo retrostante Vicinanze II c’è una cripta di origine bizantina.
Quindi si percorrono i primi cinquanta metri della strada comunale Giurdignano-Giuggianello e ci si inoltra tra gli uliveti e i muretti a secco, si oltrepassa la strada di “Quattromacine” e attraverso i campi incolti si arriva al Dolmen Stabile, che è senza dubbio uno dei più belli del Salento e fra i meglio conservati. Qui siamo su un altopiano a 102 metri di altitudine. Il dolmen risale all’inizio del secondo millennio avanti Cristo, ha una forma rettangolare con una lastra di copertura che misura due metri e sessanta centimetri per un metro e ottanta, poggiando su due ortostati ed una serie di blocchi. Il dolmen fu individuato nel 1893 dal Maggiulli. Alle spalle del dolmen i campi incolti conducono ad una stradina per Masseria Quattromacine. Da qui si imbocca una vecchia strada asfaltata, prendendo la seconda traversa a sinistra si sbuca sulla strada provinciale Palmariggi-Minervino.
Dopo averne percorso pochi metri in direzione di Minervino, camminando fra gli oliveti si giunge alla zona di rocce affioranti del Masso della Vecchia, una singolare costruzione megalitica che richiama le forme di un dolmen. “Sembra a prima giunta un fungo di forme colossali col suo cappello e col suo peduncolo”: lo fotografò così lo studioso salentino Cosimo De Giorgi. Si tratta di una particolare attrattiva per geologi e naturalisti, poiché la conformazione di alcuni massi di calcare compatto ha fatto nascere una leggenda, tramandata da Aristotele, legata al mito di Ercole e all’origine delle acque sulfuree di Santa Cesarea Terme. Questo masso, insomma, sarebbe stato staccato dalle scogliere per essere lanciato nell’entroterra.

 

Un’altra leggenda popolare, invece, lega il nome del Masso alla “Vecchia”, cioè ad una strega: quel disco di “copertura” sarebbe l’arcolaio del fuso usato dalla strega. Il Masso della Vecchia, comunque, ancora oggi conserva i suoi misteri e le sue suggestioni.
A questo punto, giunti quasi esattamente a metà percorso, si può decidere se continuare l’escursione, oppure ritornare verso Giurdignano (imboccando la strada comunale Giuggianello-Giurdignano e seguendo le indicazioni del percorso dall’ultimo capoverso).
Nel primo caso si torna qualche decina di metri indietro proseguendo attraverso i campi e, salendo un po’ di quota, passando su alcuni terrazzamenti erbosi (uno dei quali particolarmente bello perché panoramico), si riprende la strada carrareccia delle Quattromacine, dirigendosi poi verso la Cripta di San Giovanni.
Una volta lasciata la cripta si imbocca un piccolo tratto di strada asfaltata fino alla Masseria Armino. Da qui si prende una carrareccia che, fra l’altro, costeggia una piccola discarica abusiva. Tra uliveti e macchia si attraversa la strada comunale Giuggianello-Giurdignano, proseguendo lungo il sentiero sterrato. Fino ad incontrare prima un grande ulivo secolare e, dopo pochi metri, un tumulo messapico. Si prosegue sullo sterrato fino ad attraversare la strada provinciale Sanarica-Minervino, incontrando la Chiesa della Madonna della Serra. Da qui si imbocca la stradina sterrata a destra della Chiesa e, quando finisce, si seguono i muretti a secco sulla sinistra (fra gli oliveti) riprendendo poi una stradina sterrata che prosegue fino ad attraversare la strada provinciale Sanarica-Minervino, trovandosi dall’altra parte un altro sentiero. Si prosegue costeggiando muretti e attraversando oliveti in direzione nord-nord est fino a raggiungere la strada comunale asfaltata Giurdignano-Giuggianello che si percorre fino all’altezza del Masso della Vecchia.
Da qui si prosegue fino ad attraversare la Palmariggi-Minervino. Trecento metri dopo il congiungimento con la strada vicinale Quattromacine ci si immette a destra in oliveto attraversato da un sentiero poi delimitato da muri a secco fino alla strada comunale delle Torte in direzione di Giurdignano. Si imbocca poi la stradina sulla sinistra che si inoltra tra gli uliveti perdendosi. Si prosegue in direzione nord/nord est seguendo i muretti fino ad una zona di pietre affioranti (rovine) dove inizia una strada che sbocca sulla strada comunale delle Torte. Al trivio, si gira a destra verso Giurdignano, sempre sulla strada asfaltata, fino a ricongiungersi alle prime centinaia di metri del percorso e, passando nuovamente davanti al menhir San Paolo, si torna al punto di partenza.