Sulla Serra di SantElia
oltre lantico monastero

Il percorso si snoda nellarea compresa fra i Comuni di Trepuzzi,
Campi, Cellino San Marco e Squinzano ed ha uno sviluppo complessivo,
a circuito chiuso, di dodici chilometri circa. Larea è
molto interessante sotto diversi profili. Qui siamo su una vera
e propria dorsale collinare, la più settentrionale della
provincia di Lecce, costellata in buona parte da piccoli e grandi
boschi di querce, pini e lecci. La zona è ricca di insediamenti
ecclesiastici ma anche di masserie e dimore rurali, mentre in
località Candido ci sono da segnalare anche testimonianze
protostoriche, fra cui un menhir.
Per raggiungere il punto di partenza da Squinzano bisogna imboccare
la strada per Campi Salentina. Superata la Masseria Terenzano
(che si trova sulla sinistra), dopo alcune centinaia di metri
a sinistra si trova Villa Bianco, unantica e imponente dimora
rurale. Qui si può parcheggiare e iniziare il percorso.
Villa Bianco, oggi in stato dabbandono (le porte daccesso
al pian terreno sono addirittura murate) risale agli inizi del
900 e costituiva la sede di villeggiatura della nobile e
benestante famiglia dei Bianco di Trepuzzi. La villa, dal gusto
medievale e goticheggiante, presenta numerose decorazioni interne
ed una struttura esterna a forma di castello, con ben quattro
torri angolari a bugnato liscio e con merlature che coronano lintero
edificio. Notevole anche il giardino, composto da numerosi arbusti
spontanei. Da Villa Bianco sinizia a camminare lungo la
dorsale della serra in direzione della strada provinciale che
si deve attraversare.
Il percorso prosegue, per poche centinaia di metri, sino al monastero
di SantElia che dellantico aspetto conserva solo loriginaria
struttura a causa di rimaneggiamenti successivi. Si possono notare
le celle, il refettorio e la chiesa che fino agli anni 40 conservava
ancora le tele originali, alcune delle quali sono oggi conservate
nella Chiesa matrice di Trepuzzi. Linsediamento di SantElia
sembra sia stata una grancia di Basiliani, dipendente dalla vicina
abbazia di Santa Maria di Cerrate (che si trova a pochi chilometri
di distanza verso la costa di Casalabate-Torre Chianca). el 1575
venivano gettate le fondamenta del Convento dei cappuccini e della
Chiesa (ad una sola navata, dedicata al profeta Elia). Nella relazione
dello stato de conventi dei frati minori cappuccini della
provincia dOtranto, nel feodo di Terenzano, conservata
nellarchivio generale dei Cappuccini a Roma, si rileva che
il complesso fu edificato ad istanza delle terre di Campi
e di Squinzano, le quali amendue, con le loro elemosine, lo fabricorno
et eressero secondo la povera forma capuccina. Nel 1681
il convento contava 14 religiosi, poi, nel 1758 venne ulteriormente
ampliato fino ad assumere lattuale aspetto, divenendo residenza
per la villeggiatura dellallora vescovo di Lecce, monsignor
Sozi Carafa. NellOttocento, in conseguenza delle leggi napoleoniche
che sopprimevano gli ordini religiosi, il convento fu abbandonato
e i frati si rifugiarono a Campi.
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Usato successivamente dagli Scolopi, lintero complesso venne
poi acquistato dalla nobile famiglia leccese dei Balsamo. Solo recentemente
la zona della Serra di SantElia è stata dichiarata
dal Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali zona di notevole
interesse pubblico e artistico e quindi meritevole di tutela. Insieme,
i Comuni di Trepuzzi, Campi Salentina e Squinzano stanno acquisendo
il complesso dellex convento di SantElia per preservare
la zona e trasformarla in un parco per i cittadini.
Il complesso comprende un grande giardino con pini e lecci secolari.
Qui si sviluppano due complessi di cunicoli sotterranei scavati
in un interstrato di argilla. Il primo cunicolo comunica con un
pozzo e con quel che rimane di ciò che potrebbe essere stata
unantica cripta. Ma la sosta nellarea del convento è
soprattutto una straordinaria occasione per godere la suggestione
del poggio declinante, fra i muretti a secco e un bosco austero
dallaria salubre.
Il percorso continua per alcuni chilometri sulla dorsale collinare
con un susseguirsi di insediamenti della nobiltà campiota,
posizionati in alto in punti strategici da cui, con lo sguardo,
nelle giornate dal cielo terso, si possono abbracciare numerosi
centri della provincia di Lecce e Brindisi e si può godere
di un ampio panorama sulla vallata sottostante e sulle proprietà
terriere. E una pianura fertile e produttiva. Forse proprio
da qui ha avuto origine il nome di Campi Salentina per il centro
abitato punto di riferimento di questa area.
Continuando a camminare, dopo aver incontrato una strada vicinale,
si arriva alla distanza massima dal punto di partenza, dove si trova
linsediamento ecclesiastico Madonna dellAlto, ascrivibile
al XIII secolo e restaurata nel XVII, una struttura di forma circolare,
e un ipogeo. Il ritorno si sviluppa in parte sulla dorsale collinare
(dove si può apprezzare una costruzione di piccole dimensioni
con gli interni completamente affrescati da scene di caccia e vita
quotidiana, con sovrastanti croste di dipinti successivi) ed in
parte nella vallata, lungo una strada che conduce verso Novoli.
Da qui si può godere di unampia vista dal basso della
dorsale collinare. Giunti nella parte più bassa della valle,
nel punto in cui la strada inizia a correre dritta verso Novoli,
allaltezza di un incrocio si svolta a sinistra risalendo sulla
Serra verso Villa Giselda. Da qui si ritorna sul tracciato percorso
in direzione inversa e lungo la stessa dorsale si raggiunge il Monastero
di SantElia tornando al punto di partenza.
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