Un balcone di roccia sul mare
lungo la Serra del Mito
Non vha niente di più bello che unascensione
sui financhi dirupati della Serra del Mito, donde locchio
abbraccia un immenso vastissimo orizzonte, dove il cuore batte
più celere, e il polmone respira laria profumata
dal timo e della santoreggia; dove il cammino aguzza lappetito
e crea del buon sangue. Così Cosimo De Giorgi nei
suoi Bozzetti, invitava ad avventurarsi lungo la Serra
del Mito, che si affaccia imponente sul mare blu, tra Andrano
e Tricase. La suggestione del luogo non é cambiata, nonostante
sia trascorso un secolo e lungo i costoni rocciosi insieme con
gli ulivi siano sorte troppe case.
Il percorso parte da una stradina adiacente il Typhoon club, un
locale che si raggiunge facilmente dalla strada litoranea Castro-Andrano.
Dal piazzale ci si inoltra nella stradina sterrata, salendo lievemente
e immergendosi nel verde della vegetazione mediterranea tipica
della zona (attiguo al piazzale cè anche un piccolo
boschetto con imponenti pini marittimi e querce). Si procede su
un sentiero quasi parallelamente alla costa. Dopo circa un chilometro
si arriva al belvedere Madonna dellAttarico,
uno dei luoghi più suggestivi di Andrano che qualche anno
fa ha meritato anche la bandiera blu per il mare pulito e laccoglienza.
Da qui il panorama è spettacolare. In questa posizione
straordinaria si trova la Cappella dellAttarico.
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Così
lo storico salentino Giacomo Arditi dipingeva la chiesetta: Sorge
sul dosso di una collina che sguarda in vago ed esteso miraggio,
e lazzurro cupo dellAdriatico, e Castro, e S. Cesaria,
e Tricase.
Il paesaggio, nonostante la costruzione di numerose case soprattutto
lungo la costa, conserva intatto il suo fascino. La Cappella, così
come la vediamo oggi, ha la singolare forma a chiglia di nave e
fu eretta nel 1862 sulle rovine di una più antica ed è
considerata labbazia dei Caracciolo, che dominarono sul feudo
di Andrano. Risalente al 500, invece, è la cripta basiliana,
seminascosta dalla vegetazione, un tempo probabilmente luogo riservato
agli eremiti, dove si possono ancora vedere un paio di affreschi
depoca basiliana.
La zona è circondata dalle numerose pajare (di
recente recuperate con progetti finanziati dalla Comunità
europea). Da qui si lascia la cappella alle spalle e si continua
a camminare sulla strada asfaltata, percorrendola fino in fondo.
Poi si svolta a sinistra, prendendo la strada vicinale Marina. E
un percorso che offre la possibilità di spaziare con lo sguardo
fino a Castro e Santa Cesarea. Si prosegue fino in fondo la via
sterrata raggiungendo la Masseria del Mito (o dAmito). O meglio
i suoi resti. Qui siamo già nel territorio di Tricase.
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