Punto di partenza: Typhoon club Andrano (area parcheggio)
Lunghezza del percorso: km. 7
Dislivello: m. 100
Tempo di percorrenza medio: 5 ore
Difficoltà: Escursionistico
Principali punti di interesse: Torre del Sasso, Masseria del Mito, Cappella Madonna dell’Attarico, Cripta basiliana

Escursioni guidate:
Gruppo Speleologico Leccese ’Ndronico, via degli Acaya, 10 Lecce
tel. 0832/248181 - 338/8947823

 


 
TREKKING    

Un balcone di roccia sul mare
lungo la Serra del Mito

“Non v’ha niente di più bello che un’ascensione sui financhi dirupati della Serra del Mito, donde l’occhio abbraccia un immenso vastissimo orizzonte, dove il cuore batte più celere, e il polmone respira l’aria profumata dal timo e della santoreggia; dove il cammino aguzza l’appetito e crea del buon sangue”. Così Cosimo De Giorgi nei suoi “Bozzetti”, invitava ad avventurarsi lungo la Serra del Mito, che si affaccia imponente sul mare blu, tra Andrano e Tricase. La suggestione del luogo non é cambiata, nonostante sia trascorso un secolo e lungo i costoni rocciosi insieme con gli ulivi siano sorte troppe case.
Il percorso parte da una stradina adiacente il Typhoon club, un locale che si raggiunge facilmente dalla strada litoranea Castro-Andrano. Dal piazzale ci si inoltra nella stradina sterrata, salendo lievemente e immergendosi nel verde della vegetazione mediterranea tipica della zona (attiguo al piazzale c’è anche un piccolo boschetto con imponenti pini marittimi e querce). Si procede su un sentiero quasi parallelamente alla costa. Dopo circa un chilometro si arriva al belvedere “Madonna dell’Attarico”, uno dei luoghi più suggestivi di Andrano che qualche anno fa ha meritato anche la bandiera blu per il mare pulito e l’accoglienza. Da qui il panorama è spettacolare. In questa posizione straordinaria si trova la Cappella dell’Attarico.

 
Così lo storico salentino Giacomo Arditi dipingeva la chiesetta: “Sorge sul dosso di una collina che sguarda in vago ed esteso miraggio, e l’azzurro cupo dell’Adriatico, e Castro, e S. Cesaria, e Tricase”.
Il paesaggio, nonostante la costruzione di numerose case soprattutto lungo la costa, conserva intatto il suo fascino. La Cappella, così come la vediamo oggi, ha la singolare forma a chiglia di nave e fu eretta nel 1862 sulle rovine di una più antica ed è considerata l’abbazia dei Caracciolo, che dominarono sul feudo di Andrano. Risalente al ‘500, invece, è la cripta basiliana, seminascosta dalla vegetazione, un tempo probabilmente luogo riservato agli eremiti, dove si possono ancora vedere un paio di affreschi d’epoca basiliana.
La zona è circondata dalle numerose “pajare” (di recente recuperate con progetti finanziati dalla Comunità europea). Da qui si lascia la cappella alle spalle e si continua a camminare sulla strada asfaltata, percorrendola fino in fondo. Poi si svolta a sinistra, prendendo la strada vicinale Marina. E’ un percorso che offre la possibilità di spaziare con lo sguardo fino a Castro e Santa Cesarea. Si prosegue fino in fondo la via sterrata raggiungendo la Masseria del Mito (o d’Amito). O meglio i suoi resti. Qui siamo già nel territorio di Tricase.