Fra ulivi secolari
intorno al borgo di Acaya
Punto di partenza: Pisignano (area parcheggio). Il percorso
termina a Vernole per cui è bene attrezzarsi per il ritorno
lasciando un mezzo a Vernole.
Lunghezza del percorso: km. 7
Dislivello: minimo
Tempo di percorrenza medio: 6 ore
Difficoltà: Turistico
Principali punti di interesse: Leccio secolare, Masseria
Visciglito, ulivi secolari, città fortificata di Acaya
Escursioni guidate: Gruppo Speleologico Leccese Ndronico,
via degli Acaya, 10 Lecce,
tel. 0832/248181 - 338/8947823
Si parte da Pisignano, una delle cinque frazioni del Comune di Vernole.
Dalla Chiesa Mater Domini si imbocca la strada che esce dal paese
in direzione ovest. Arrivati in periferia, allaltezza di cinque
grandi pini marittimi si lascia la strada principale e si inizia
a costeggiare un campo coltivato, per poi imboccare un sentiero
che porta in un piccolo bosco.
Bisogna proseguire costeggiando un muretto ed ecco che si scorge
un monumentale leccio. Si tratta della Lizza dei briganti:
è lultimo sopravvissuto (sicuramente il più
attempato) della selva che anticamente circondava la città
di Lecce. Alla base, il tronco del leccio ha una circonferenza di
circa quattro metri, mentre i suoi rami maestosi avvolgono per diversi
metri larea circostante piegandosi fino a terra. Proprio per
questo la leggenda popolare narra che la chioma di questa quercia
fosse un nascondiglio sicuro per i briganti.
Si prosegue girando di 90 gradi rispetto al sentiero su cui si è
arrivati per attraversare poi un giovane uliveto. Giunti davanti
ad un muretto a secco, si cammina costeggiandolo fino ad incrociare
un sentiero che porta verso la strada provinciale Lecce-Melendugno.
Bisogna poi oltrepassare la strada e proseguire a camminare sempre
nella stessa direzione, su una strada che dopo poche decine di metri
diventa un sentiero che sfiora Strudà, unaltra piccola
frazione di Vernole.
Superata Strudà, allaltezza di una colonna con in alto
una croce, si gira a sinistra camminando fino a raggiungere un incrocio.
Ed ecco delinearsi la Masseria Visciglito, dove conviene programmare
una sosta. La masseria, la cui origine è certamente cinquecentesca
(come testimonia la chiesetta), è molto singolare per quel
suo colonnato che sorregge un ampio balcone, da cui si accede anche
da unampia scalinata esterna. Questi segni architettonici
la identificano come una signorile dimora di villeggiatura dellOttocento,
ma in realtà questo complesso è stato anche un convento
dei Gesuiti. Naturalmente cè anche un frantoio sotterraneo
dove si molivano le olive degli uliveti dei dintorni. E che uliveti!
Basta camminare davanti al cancello della masseria (verso sinistra)
per vedere ulivi secolari che, secondo alcuni studiosi, possono
essere considerati con i loro duemila anni di vita i più
antichi dEuropa.
Per continuare litinerario bisogna ritornare alla Masseria
dirigendosi verso destra. Su alcune vie vicinali, ma anche attraversando
i campi per abbreviare il percorso, ci si dirige verso la cittadella
fortificata di Acaya.
Anche qui una sosta è dobbligo. La cittadella si presenta
quasi comera nel Cinquecento con la sua perfetta pianta e
le strade interne che si incrociano perpendicolarmente al suo interno.
E il gioiello personale di Gian Giacomo DellAcaya, architetto
dellimperatore Carlo V che progettò e costruì
diversi castelli in tutto il Regno di Napoli. Il Castello, dopo
un periodo di oblio, con le sue magnifiche sale e il suo fossato
è in fase di ristrutturazione pronto a tornare ad ospitare
vita pulsante.
Da Acaya si esce dalla strada per Vanze e dopo 500 metri si gira
a destra verso la masseria Marquella.
Alle spalle della masseria si inizia a costeggiare una serie di
muretti a secco, sempre in direzione sud, intravedendo già
i fari dello stadio di Vernole.
Proseguendo sul sentiero si arriva in una campagna molto particolare.
In contrada Piscopiane, infatti, cerano una volta delle cave
di tufo, da cui venivano estratti i conci per costruire case e masserie.
Una volta dismesse, le cave sono diventate aree ideali per coltivare
viti e ulivi.
Si prosegue attraversando due strade perpendicolari al percorso,
si imbocca una stradina a sinistra che porta sulla strada provinciale
Acquarica-Vernole, a poca distanza dal cimitero di Vernole.
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