Palude del Capitano
il rifugio del marinaio stanco
Punto di partenza: area parcheggio accanto alla strada
litoranea provinciale SantIsidoro-Santa Caterina, appena
fuori dalla rete urbana della frazione di Nardò.
Lunghezza del percorso: km. 3
Dislivello: 2 m
Tempo di percorrenza medio: 2 ore
Difficoltà: Turistico
Principali punti di interesse: Palude del Capitano, Casa
del Capitano, Frascone
Escursioni guidate: Gruppo Speleologico Leccese Ndronico
via degli Acaya, 10 Lecce
tel. 0832/248181 - 338/8947823

Poco
più a nord del Parco di Portoselvaggio, appena fuori labitato
di Torre SantIsidoro, ecco aprirsi una splendida insenatura
con una spiaggetta. Siamo lungo la costa del Comune di Nardò
a breve distanza da Serra Cicora, unaltra splendida e selvaggia
località, minacciata dallinsediamento di un porto
turistico avversato dagli ambientalisti.
Questa area sembra miracolosamente scampata allabusivismo
edilizio che soprattutto nella zona nord di SantIsidoro
ha dato vita ad un intrigo di villette a poche decine
di metri dalla costa. La zona è davvero molto particolare:
si presenta pianeggiante ma è ricca di cavità nelle
rocce, attraversate da numerose sorgenti che hanno provocato -
e tuttora alimentano - fenomeni di erosione e, dunque, continui
crolli di blocchi di calcare. Appena qualche anno fa lazione
carsica provocò persino il cedimento della strada litoranea
che costeggia larea della Palude del Capitano.
Dopo aver parcheggiato a ridosso della litoranea, si imbocca un
sentiero per raggiungere la Casa del Capitano che
domina la cosiddetta Palude, in realtà una
piccola laguna. La costruzione, oggi in stato di abbandono, non
è di pregio ma conserva un piccolo mistero. Secondo la
leggenda popolare, infatti, fu costruita da un marinaio stanco
del suo girovagare per il mondo, per ritrovare proprio qui quiete
e tranquillità. Ed infatti lambiente si addice alla
riflessione e al relax. Davanti alla casa si apre un magnifico
specchio dacqua che in realtà poco ha da spartire
con una palude. Pur essendo a circa 250 metri dal mare, infatti,
una fitta rete di canali sotterranei assicura uno scambio dacqua
continuo, mentre sono numerose le sorgenti che attraverso le rocce
sgorgano nella palude. Il risultato è un piccolo
laghetto di acqua incredibilmente trasparente in cui si mescolano
acqua dolce e acqua salmastra.
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E
nel quale abbondano soprattutto cefali e anguille, mentre in superficie
si scorgono le foglie filiformi di ruppia, che creano
riflessi di verde smeraldo. La Palude del Capitano una volta era
probabilmente inglobata nella roccia e ha assunto questa conformazione
dopo il crollo della volta, dovuto allazione erosiva, lenta
ma costante, dellacqua marina e di quella sorgiva.
Per proseguire il cammino si costeggia la laguna dal lato nord,
dirigendosi verso la costa e passando attraverso un breve tratto
a vegetazione igrofila (dove abbondano le piante di giunco marittimo).
Dopo poche centinaia di metri si giunge nella caletta chiamata Frascone,
che probabilmente ha assunto questo nome proprio per le numerose
sorgenti e polle sorgive con acqua salmastra e dolce di origine
freatica. Se la stagione lo consente, è consigliabile fare
un bagno. Si potrà verificare di persona quanto sia adeguato
il nome di questa spiaggetta con le sue acque fresche.
Tuttavia è bene sapere che soprattutto in agosto e nei giorni
festivi destate la spiaggia è particolarmente affollata
e lintegrità del luogo è messa a dura prova
dalla pressione antropica e, soprattutto, dalla pessima abitudine
di parcheggiare le auto a pochissimi metri dalla spiaggia. Pur essendo
stata inserita tra le aree protette individuate dalla Regione Puglia
nella sua legge di tutela ambientale, infatti, lintera zona
è lasciata a se stessa.
Si continua a camminare verso sud lungo la costa che presenta diverse
piccole insenature e cavità che caratterizzano lintera
area. Dopo circa un chilometro, giunti in corrispondenza di tre
furnieddhi (costruzioni a gradoni in pietra a secco),
si svolta verso nord-est dirigendosi nuovamente verso la Casa del
Capitano per tornare poi al punto di partenza. In questo tratto
si attraversa una zona di gariga particolarmente rigogliosa. Larea
della Palude del Capitano è una stazione di Sarcopterium
Spinosum, una delle specie più rare della flora italiana
(due presenti in tutta Italia) arbusto basso e spinosissimo delle
rosacee che genera tenui fiori. Il Sarcopterium insieme
al timo forma una gariga tipica del medio oriente, il batha.
In primavera spiccano invece le orchidee mediterranee. Larea
è anche rigogliosa stazione di salicornieto. Essendo una
zona umida, infine, è un naturale luogo di sosta lungo le
vie migratorie e non è raro avvistare il falco di palude.
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