BOTTEGHE

ven 6 CARPIGNANO SALENTINO
Teofania

È un rito che affonda le radici nella stessa cultura salentina, quello che si svolge all’interno della suggestiva cripta di Santa Cristina. Prima che il rito bizantino fosse scalzato da quello latino, infatti, la benedizione delle acque rappresentava, anche per i nostri antenati, il battesimo di Gesù. A distanza di secoli, la particolare funzione diventa, grazie all’associazione culturale Carpiniana, occasione di dialogo tra culture solo apparentemente diverse perché unite nel segno della pace e della fratellanza. Tra i volti e i bizantini occhi degli affreschi di cui la chiesetta rupestre vanta un bellissimo ciclo, si svolge la particolare Teofania del Signore, concelebrata da padre Zot Nik Pace della chiesa di San Nicola da Mira di Lecce e don Giuseppe Colavero, parroco di Carpignano Salentino. La cerimonia, che prevede anche l’immersione di una croce in un grande contenitore d’acqua, la stessa con la quale si usava benedire le case e i campi, ha inizio alle 16.

dom 22 MIGGIANO
San Vincenzo

È piazza Municipio il cuore della festa in onore di San Vincenzo, quella che i miggianesi, però, chiamano piazza San Vincenzo proprio perché vegliata dalla colonna con il loro protettore. E “quale è oggi la contrada, qual è la provincia dove si estendono l’impero romano e il nome di Cristo che non celebri con gioia l’anniversario del martirio di San Vincenzo?”, diceva già Sant’Agostino per sottolineare la diffusione della venerazione del santo che dalla Spagna mise poco a varcare i confini degli altri paesi. Tra questi c’è di sicuro Miggiano che ne ricorda il giorno del martirio con una piccola festa che ha inizio con la processione delle 16 per le vie cittadine. Le melodie della banda accompagnano il corteo fino a piazza Municipio dove il falò di fascine allestito dai devoti attende il santo per l’accensione dopo essere stato benedetto. La festa si anima così intorno al fuoco e tra il profumo delle bancarelle che invitano alla passeggiata e a porgere il saluto al santo.

sab 28 - dom 29
VILLA CONVENTO (Novoli)
Sant’Antonio Abate

Brucia la tappa dei trent’anni la grande “fòcara” di Villa Convento, piccola ma attiva frazione ai confini tra Lecce e Novoli che rende così omaggio al patrono Sant’Antonio Abate. Centinaia di fascine, i rimasugli della potatura delle vigne, diventano i pezzi che compongono il grande falò che si erge nel piazzale adiacente la chiesa e al quale l’estro ingegneristico del signor Antonio Pagano conferisce ogni anno una forma diversa e particolare. Occorrono mesi per mettere insieme la legna necessaria e impilarla nel modo giusto, uno sforzo al quale prende parte quasi tutto il paese rispettando una tradizione fatta di condivisione, fede e folclore. Intorno al tepore della “fòcara” ruota anche il programma dei festeggiamenti imbastito dal comitato feste e prevede per il giorno della vigilia, sabato 28, la benedizione della grande pira, nel pomeriggio, ad opera del parroco don Bruno Spagnolo e lo snodarsi della processione che porta per le vie cittadine il simulacro del santo e fa ritorno in chiesa per la celebrazione della messa. Le fiamme si levano al cielo in serata insieme alle fragranze della “Sagra de lu taraddru cu llu pipe… e mieru a volontà” (vedi rubrica Sagre) mentre la musica anima la festa anche il giorno dopo.